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Redazione
ANNO XIVmartedì 13 Ottobre 2026
il teatro è servito

La stagione di prosa all’Alfieri si apre tra canti, danze e fole: super cartellone

Ieri sera sono andata alla presentazione della stagione di prosa del Teatro Alfieri.

La serata è stata presentata da Michela Innocenti insieme a Carlos Bartolomei. Gli spettacoli in cartellone sono stati introdotti da Tommaso Artioli dell’ufficio stampa di Fondazione Toscana Spettacoli, insieme a Michela che ha annunciato tutti gli spettacoli fuori cartellone, che fanno parte dell’offerta complessiva del teatro.

Il programma si annuncia davvero molto interessante, con attori importanti nel panorama teatrale e televisivo italiano: pezzi da 90 come Solenghi e Lopez, Cesare Bocci, Amanda Sandrelli e Veronica Pivetti, solo per citarne alcuni.

Ovviamente l’abbonamento, per questa staglione, offre dei vantaggi anche per gli altri spettacoli come le serate dedicate al delitto e gli spettacoli off. La campagna abbonamenti si apre il 6 ottobre, fino al 18 ottobre per i vecchi abbonati che vogliono rinnovare l’abbonamento; invece dal 23 di ottobre fino al 8 novembre per chi vuole sottoscrivere nuovi abbonamenti. Il luogo fisico dove abbonarsi è la pro loco di Castelnuovo di Garfagnana, in piazza delle Erbe. Per informazioni, questo è il numero di telefono 0583 641007.

Carlos insieme a Michela hanno presentato per la serata gli spettacoli di alcune associazioni teatrali/artistiche della nostra zona, che si sono esibite sul palco dell’Alfieri.

Ha rotto il ghiaccio la compagnia dell’Aschera di Corfino che si è esibita in “La semina delle patate”, su un testo di Pighini, realizzato per la valorizzazione della patata rossa di Sulcina. Il protagonista è il giovane Domè, che è ignaro delle tradizioni contadine e sopratutto quelle legate alla patata, tanto che parla di “piantare le patate”, cosa che fa arrabbiare le contadine e i contadini: “La patata non si pianta, ma si semina” e da lì parte tutta una serie di gag esilaranti, con equivoci e battute, che sono parte integrante della comicità degli attori dell’Aschera. Il tutto recitato nel loro spettacolare dialetto corfinese. Erano presenti sul palco, tra gli altri, Ameri Chiari, Daria Santini, Domenico Vanni e Costantina Nelli.

Il gruppo folclorico La Muffrina è la seconda associciazione che si è esibita, un grande esempio anche per la loro longevità: infatti è sulle scene dal 1956 ed è in grado di accoglere giovani, in un bellissimo ricambio generazionale. Il gruppo ha presentato alcuni dei loro balli tradizionali: le otto coppie di ballerini si sono cimentate in mazurche e polche, con coreografie molto divertenti, accompagnate da tre musicisti con fisarmoniche e chitarre. La presentazione dei balli è stata fatta dalla loro direttrice artistica, Manola Rocchiccioli, che ha concluso esortando il pubblico ad imparare a conoscere la nostra terra: “Prima di camminare per il mondo, conosciamo le nostre radici”.

I cantori dell’antico Maggio hanno presentato un pezzo davvero toccante, che mi ha veramente colpito: si è trattato della “Strage degli innocenti” che fa parte della “Sacra rappresentazione della Natività e della strage degli Innocenti”. Una strage di bambini ordinata da Erode ai due fidi soldati Melek e Barucco, che strappano i bimbi dalle braccia delle madri e li uccidono, in modo veramente drammatico: una grande prova per maggianti di Gragnanella.

Un’altra grande prova teatrale è stata quella del gruppo La Compagnia Teatrale Papalagi (AEDO) dal titolo “La metamorfosi dello scorpione”: questa attività teatrale è portata avanti dal regista e counsellor Satyamo Hernandez, presente sul palco del teatro, al Centro Diurno Tuiavii di Tiavea di Fornaci di Barga (Centro di Salute Mentale della Valle del Serchio) in sinergia con Mario Betti, psichiatra responsabile dell’Unità Funzionale Salute Mentale Adulti. La protagonista è stata Claudia Rossi, che fa parte anche della compagnia del Teatro Alfieri “Il circo e la luna”: ha recitato in modo incredibile e coinvolgente, un pezzo doloroso e toccante, insieme ai moltissimi partecipanti del Papalagi.

A questo punto si è esibito sul palco Michele Raffaelli, un cantautore di Castelnuovo Garfagnana che ha presentato alcuni suoi brani: sul palco, con lui, i musicisti Ugo Menconi e Gianluca Menconi (padre e figlio, che fanno parte anche del Coro “Voci del Serchio” che è nato proprio da un’idea di Ugo che è anche direttore artistico).

Infine Andrea Campori, in arte “Taton”, ha raccontato una “fola”, della tradizione garfagnina, legata anche al Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico di Piazza al Serchio: la fola è quella del “Guerrin meschino”, un grande cavaliere, con un cavallo alato, che era ospite dei conti di Gragna a cui si erano rivolti i pastori di Soraggio per recuperare le pecore, sottratte loro dalle fate; un misto di racconto cavalleresco e magia, racconta il “Taton”, contato da suo padre la sera a veglio.

Carlos, infine, ha voluto ricordare, prima della fine della serata, gli italiani – leggendo i loro nomi uno a uno – che, in queste ore, sono ancora prigionieri in Israele, in quanto partecipanti alla spedizione della Global Sumud Flotilla, fermati in acque internazionali e portati in carcere.

La serata è stata davvero interessante, sotto tutti i punti di vista: chiaramente sugli spettacoli (c’è, a questo proposito, l’articolo di Elisa Togneri su La Gazzetta del Serchio) ci saranno molti aggiornamenti, per cui seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo…. La stagione teatrale ci aspetta con tantissime sorprese, tutte da scoprire!

Foto di Tommaso Teora

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