“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è” diceva il pittore Paul Klee. Ed è proprio questo il significato della mostra che verrà inaugurata sabato 26 luglio alle 17.30 nella chiesa di Santa Lucia, in via XX Settembre a Castelnuovo di Garfagnana, dal titolo “L’incanto che resta”.
Un’esposizione curata dall’associazione ÈIDOS GarfagnArti Aps in collaborazione con il comune di Castelnuovo di Garfagnana, sostenuta dall’Unione Comuni Garfagnana, con il patrocinio della provincia di Lucca e della pro loco di Castelnuovo di Garfagnana e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione Banca del Monte di Lucca.
Saranno esposti i quadri di Alexander Daniloff, illustratore e pittore nato in Ucraina nel 1963, diplomato presso la Scuola Teatrale di Niznij Novgorod, in Russia e trasferitosi in Italia nel 2000, è un uomo da sempre inserito nel mondo dell’arte.
Un amore, quello di Daniloff, che lo ha spinto ad occuparsi del suo lavoro a tempo pieno portandolo ad esporre le sue opere in numerose mostre personali e collettive. Alcuni dei suoi si trovano nella Galleria Civica di Norilsk, al Museo dell’arte dei XX e XXI secolo di San Pietroburgo e al Museo delle fiabe di Kiev, a dimostrazione del talento e della dedizione che l’artista ha sempre messo nei suoi dipinti.
“Per me l’arte è un gioco – ha dichiarato Daniloff –. Uno spettacolo dove io sono attore, regista e scenografo, posso essere chiunque e nessuno, viaggiare in epoche reali e mitologiche”, un tipo di espressione artistica che permette dunque di mischiare reale e fantastico, passato e contemporaneità, festosità ed esaltazione drammatica della vita.
Il nome della mostra “L’incanto che resta” è stato scelto perché con i suoi quadri Daniloff vuole fare un augurio affinché qualcosa di luminoso possa rimanere, anche se per poco, nel cuore di chi assiste, perfino quando il sogno si spezza, l’infanzia si dilegua e le certezze vengono consumate. Quella che viene narrata è una bellezza in grado di resistere all’erosione del tempo, una luce in mezzo ai ricordi che sopravvive nella memoria. Il pittore ucraino raccoglie ciò che il mondo dimentica e lo trasfigura con la sua visione ed i suoi colori, come un guardiano che protegge e diffonde la bellezza che a volte tutti noi rischiamo di dimenticare.
Ciò che resta è proprio l’incanto, dolce ma tenace, sussurrato ma proclamato, che afferma la sua esistenza facendo fronte a ciò che rischia di distruggerlo.
castelnuovo di garfagnana
L’arte di Alexander Daniloff: “Un viaggio in epoche reali e mitologiche”
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Garfagnana