Storica conduttrice e autrice televisiva, amante della montagna, delle spedizioni e dei grandi viaggi. È lei, Licia Colò, la testimonial d’eccezione del grande progetto “Fosco Maraini in Garfagnana. Il Gioco dell’Universo ” nato con lo scopo di raccontare la straordinaria figura di quest’uomo che, come un moderno Ulisse, decise – dopo aver viaggiato in tutto il mondo ed aver scalato le vette più alte – di tornare alla sua “Itaca”, le amate Alpi Apuane, e di restarvi per sempre.
Sabato 30 luglio alle 21.15 – serata d’inaugurazione del festival “Mont’Alfonso Sotto le Stelle” – sarà sul palco, in occasione del debutto nazionale dello spettacolo teatrale “Fosco Maraini – Il gioco dell’universo” (ad ingresso gratuito, su prenotazione) progetto multimediale di spettacolo della regista Consuelo Barilari che unisce memoria, cultura e territorio attraverso la figura di questo gigante del ‘900.
Lo spettacolo è tratto dall’opera dedicata da Dacia Maraini al padre, “Il Gioco dell’Universo”. La messa in scena prevede oltre 156 fotografie del maestro come videoscenografie. La drammaturgia è di Maria Dolores Pesce. Sul palco un parterre di artisti d’eccezione – l’icona del teatro Manuela Kustermann, nei panni di Dacia Maraini, e Maximilian Nisi, al suo fianco, voce e volto di Fosco – metterà in scena, per la prima volta in assoluto, la vita di questo genio del ‘900 restituita dalla memoria senza tempo di una figlia.
Licia Colò, a conclusione della rappresentazione, si collegherà con Dacia sul palcoscenico, per un avvincente dialogo sulla figura del padre, ed illustrerà l’ambizioso progetto di rilancio della casa-museo alla Pasquigliora, nel comune di Molazzana, e del parco culturale “Le Apuane di Fosco Maraini” con sei sentieri tematici che ripercorrono i luoghi cari a Fosco.
Licia Colò, perché è così importante raccontare la figura di Fosco Maraini?
“Perché ritengo che certe personalità, molto conosciute in determinati ambienti, debbano essere scoperte nelle loro mille sfaccettature da un numero sempre più ampio di persone. Si tratta, infatti, di personaggi illuminati che hanno vissuto esperienze molto particolari ed intense legate ai loro numerosi viaggi in tutto il mondo”.
Un personaggio eclettico, un gigante del novecento
“Come tutte le persone di grande cultura, era mosso dalla passione per lo studio. Difficile, quindi, etichettarlo in una sola categoria. Era un antropologo, un alpinista, un orientalista, un fotografo, uno scrittore, un poeta. Prima di tutto, però, era un uomo di profonda umanità che coltivava la curiosità per la vita”.
Un moderno “Ulisse della montagna” , un viaggiatore indefesso
“Sì. Il suo era un viaggiare “lento” alla ricerca della profondità, della comprensione e dell’incontro. Oggi, purtroppo, si viaggia in modo diverso: spostarsi è più semplice e veloce, ma l’esperienza è più superficiale a mio avviso”.
E, dopo una vita in viaggio, il significativo approdo in Garfagnana
“Questa scelta, così matura e ponderata, deve farci riflettere. È interessante ragionare sul perché queste personalità, una volta acquisito un bagaglio esperienziale così importante, decidano di ristabilire un contatto diretto la natura “selvatica”. Un messaggio forte, che dobbiamo essere capaci di raccogliere”.
Come interpretare questa scelta?
“Guardando al mondo di oggi, fa sorgere spontanea una questione, ovvero: è davvero sostenibile il mondo in cui viviamo? La scelta di Fosco Maraini è un invito a rispondere a questa domanda, ponendosi il problema se, forse, non stiamo andando nella direzione sbagliata”.
Porta anche ad interrogarsi sul futuro dei nostri meravigliosi borghi
“I borghi italiani sono famosi per la loro bellezza, ma anche per il terribile problema dello spopolamento. Se vogliamo combattere il fenomeno, è necessario che queste realtà più periferiche rispetto alle città densamente più popolate siano aiutate e che si garantisca a coloro che decidono di restare o di trasferirsi i servizi essenziali per vivere, studiare, lavorare e realizzarsi pienamente”.
Cosa aspettarsi, dunque, dallo spettacolo in Garfagnana?
“Conosco la Garfagnana, una terra bellissima come molte altre realtà del nostro Paese. Volentieri ho deciso di appoggiare e presentare questo progetto, legato a Fosco Maraini e al suo rapporto speciale con questa terra, ma con la stessa curiosità mi appresto a vivere questa esperienza anche da spettatrice: sono, infatti, interessata a conoscere di più di questo personaggio e di questo territorio per cui ha nutrito un amore profondo sin dalla gioventù”.
intervista
Licia Colò a Mont’Alfonso: “Un viaggio nella Garfagnana di Fosco Maraini”
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