Due momenti emozionanti e distinti, che hanno coinvolto attivamente la comunità locale e rafforzato il forte legame dei conterranei emigrati con la propria terra di origine.
Il Comune di Sillano Giuncugnano ha conferito, nell’ambito del progetto “ParcoAppennino nel Mondo” gestito dall’Unione Comuni Garfagnana e promosso dal Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano, 11 Cittadinanze Affettive a persone originarie della Garfagnana che pur avendo lasciato i luoghi delle radici, si sono distinte e affermate nel mondo, continuando a coltivare un profondo attaccamento al paese natìo.
Venerdì 25 settembre a Magliano è stata organizzata una cerimonia pubblica per consegnare gli attestati a Lina Bertolini, Jaiden Bertolini Wolfe, Giuseppina Mannaioli, Alberto Azamini, Angela Alberini e Laura Danti Borromei.
Sei volti, sei storie tutte da raccontare. Lina e Jaiden sono rispettivamente figlia e pronipote di Fernando Bertolini, zio di Federica Bertolini, che nel 1951 partì da Magliano per il Western Australia con l’obiettivo di cercare altre opportunità, raggiungendo alcuni parenti che lì vi si erano stabiliti. Lina ha sempre lavorato nelle scuole cattoliche e attualmente è preside in una Primary school, mentre Jaiden (23 anni) lavora come idraulico ed è la prima volta che viene in Italia.
Poi c’è Giuseppina, nata a Giuncugnano, che, durante la sua brillante carriera in ambito giuridico e amministrativo, non si è mai scordata delle sue radici. E ancora Alberto, originario anch’esso di Giuncugnano, che oggi abita a Lucca ed è sposato, con due figli. Dopo aver effettuato gli studi in Garfagnana, ha avuto una significativa carriera lavorativa nel settore industriale e cartario ed ha svolto il ruolo di arbitro di calcio arrivando ad ottimi livelli.
Infine ci sono Angela, nata a Magliano, che vive a Firenze da quando si è sposata, dove si è trasferita con i figli per il lavoro del marito Giuseppe, ma che è sempre tornata in Garfagnana nel periodo estivo e durante l’anno; e Laura, figlia di Gabriella e Sandro, entrambi emigrati in Australia, venuta spesso in Italia con i genitori e i fratelli. Sposata, ha avuto tre figli ed è commercialista e segretaria.
Ieri (martedì 29 settembre) un altro momento significativo è stato vissuto nella frazione di Brica dove si è tenuta la “festa del ritorno” per Antoine Angeli, Emilio Pagani e Bill, Kim e Tim Gaffi con la consegna di nuove Cittadinanze Affettive del Parco.
Altre cinque storie che merito di essere raccontate. Antoine è nato a Parigi. I suoi nonni partirono da Sillano verso la Francia, in cerca di lavoro e vita migliore, quando il padre aveva appena un anno. Dai racconti di famiglia, incuriosito, il papà è voluto tornare nel suo paese di origine che, partito così piccolo, non aveva avuto modo di vivere. Qui, conobbe poi quella che sarà poi la mamma di Antoine e dei tre fratelli, tutti molto legati al borgo della Garfagnana.
Emilio è invece nativo di Sillano. Emigrato in Scozia all’età di 13 anni, dopo aver frequentato le scuole locali, ha aperto con il cognato un ristorante di Fish and chips ottenendo un grande successo fino a diventare uno dei più rinomati italiani del suo paese.
Ultimi – ma non ultimi – Bill, Kim e Tim nipote (il primo) e pronipoti (i secondi) di Attilio Gaffi e Iacopa Radini che, nel 1913, emigrarono negli Stati Uniti per cercare fortuna insieme al primogenito Deno che all’epoca aveva 4 anni. Bill è stato ingegnere nella città di Portland (Oregon). Nel 1978 una loro prozia arrivò in Italia ed incontrò Paolina Gaffi, cugina di Attilio. È grazie ad una foto scattata in quell’occasione, che ritraeva Paolina ed i nipoti di Ottavio (un altro cugino di Attilio) che Kim è riuscita a mettersi in contatto con la nipote della foto, Gigliola, ed ha manifestato la volontà di incontrare i parenti italiani e visitare il paese di origine del nonno.
“Sono state due occasioni significative – ha affermato il Sindaco del Comune di Sillano-Giuncugnano Armando Giovannoni – per riconoscere i successi conseguiti dai nostri concittadini emigrati che hanno saputo portare alto nel mondo il nome della nostra terra, alla quale sono rimasti legati da un sentimento vivo di curiosità e appartenenza che li ha spinti poi a ritornare invogliando anche le nuove generazioni a riscoprire le radici familiari”.
“La Cittadinanza Affettiva è molto più che un riconoscimento simbolico – ha concluso la Presidente del Parco Nazionale Appennino Tosco-Emiliano Lucia Baracchini –; è un attestato che dà valore all’esperienza umana e professionale di chi, emigrato o discendente, non ha reciso il legame con le proprie radici ma ha contribuito attivamente a consolidarlo creando un ponte tra le comunità locali e quelle dove oggi vivono e risvegliando interesse verso il turismo di ritorno”.
