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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Massini racconta Ariosto nella “sua” Castelnuovo: un commissario in fuga verso la poesia

Il primo spettacolo del cartellone del festival “Mont’Alfonso sotto le stelle” è andato in archivio con successo. Stefano Massini ha raccontato Ludovico Ariosto, in piazza Carli a Castelnuovo di Garfagnana, proprio a due passi dalla rocca che, oggi, porta il suo nome.

Anche lo scorso anno l’artista raccontò il poeta estense. Anche se alcune parti dello show erano familiari, la sua narrazione è sempre coinvolgente e capace di riportare il pubblico nel suo periodo storico, con tutto quello che ne consegue.

Massini si è concentrato sul periodo in cui l’Ariosto, al servizio di Alfonso I D’Este, assunse l’incarico di commissario ducale per la provincia di Garfagnana, dal 1522 al 1525, soggiornando in quella che viene chiamata Rocca Ariostesca, appunto, in suo onore. Tre anni in cui il poeta-governatore si sentì fuori posto, continuando sicuramente a lavorare al suo poema “Orlando Furioso”: lo rimaneggiò più volte e lo ampliò, ripubblicandolo definitivamente nel 1532 (le precedenti versioni erano datate 1516 e 1521).

In quel periodo fu preoccupato per la sua vita. Massini narra di alcuni episodi accaduti, dove – in qualità di governatore – non poté fare nulla se non subire e abbozzare. L’artista fiorentino si immagina Ariosto intento a spiegare le cose della vita al figlio Virginio, che lo accompagnò nel suo soggiorno a Castelnuovo. A lui legge vari passi significativi del suo poema, con lo scopo per distrarlo di distrarsi dalle fatiche della loro vita, molto isolata.

Ludovico Ariosto non riusciva a vivere del suo lavoro di “scrittore, non di scrivano” perciò fu costretto ad accettare questo incarico che si rilevò troppo gravoso in un’epoca molto turbolenta, dove il papato faceva da padrone su tutti i ducati in cui confinava generando guerre continue.

Il suo – accenna Massini – è un buon esempio di fandom storico. Si potrebbe dire, in realtà, che rispetta in pieno tutte le caratteristiche di un fandom anche dei giorni nostri: una comunità di appassionati che si formano attorno ai prodotti culturali più svariati, dalle band ai videogiochi, dalle celebrità alle squadre sportive o a storie fantastiche. La vicenda di Orlando è passata dalla Chanson de Roland (XI secolo) ai poemi di Boiardo e di Ariosto, senza fermarsi, per approdare perfino ai mostri “maggi” che narrano proprio le gesta dei paladini. Ariosto, che era discepolo di Boiardo, era desideroso di ampliare il suo racconto con nuovi personaggi, nuove idee e nuove narrazioni ricorda Massini.

Alla frase ricorrente nel suo racconto “Dove avete voi trovato, Messer Lodovico, tutte queste fanfalucche?“, Massini spiega che arrivano dal suo desiderio di evadere da un mondo che lo opprimeva e che non lo lasciava libero; anzi che lo costringeva ad una continua fuga dove non poteva portare con sé le sue cose più importanti. Queste cose a cui teneva, per cui, erano diventate le sue storie. E quelle sì che le poteva portare con sé.

Ovviamente il contesto storico era assolutamente complesso, per via delle continue guerre; ma anche ricco di invenzioni. Come quella – non certo positiva – dell’archibugio, quella della stampa – questa, ovviamente, più che positiva – o quella di nuovi mondi, fino alle nuove teorie di Copernico che aveva studiato e soggiornato proprio a Ferrara.

Tornano alla mente le disgraziate donne gettate sul rogo perché ritenute streghe, sopratutto dalla chiesa. Quante donne, anche molto magiche, sono invece presenti nel poema di Ariosto.

Piazza Carli, gremitissima – anzi, sold-out -, ha applaudito a lungo Massini per questo spettacolo, che ha saputo raccontare il mondo e l’opera di Ariosto, il suo periodo garfagnino e il contesto storico in un modo così lucido e interessante che ha tenuto gli spettatori incollati alla sedia fino alla fine.

Il prossimo appuntamento in programma è giovedi 23 luglio con Elisabetta Salvatori in “Viola” (sulle tracce di Dino Campana), a cui seguirà il 27 luglio Alessandro Riccio in “Bruna è la notte” e, infine, il 29 Fabio Genovesi in “Tutti primi su traguardo del mio cuore”. Questi spettacoli sono tutti gratuiti, ma necessitano di prenotazione su TicketOne o presso la proloco di Castelnuovo.

Foto di Roberto Rocchiccioli

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