È la prima volta che il Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati di Lucca costituisce una commissione urbanistica dedicata alla Garfagnana. A coordinarla è il geom. Dino Dini, affiancato dal segretario geom. Paolo Angeli e dal referente per il Collegio geom. Augusto Fontanini.
La nuova Commissione Urbanistica Garfagnana nasce per far dialogare i professionisti e le amministrazioni comunali sulle questioni che incidono sul lavoro dei tecnici e sul futuro del territorio.
La commissione è stata presentata nelle slide dell’assemblea generale degli iscritti del 25 settembre 2026, tenutasi presso il Cinema Moderno in Lucca. Il programma individua cinque ambiti di lavoro: tavoli operativi con i comuni per il confronto sui piani operativi, sulle varianti e sugli altri strumenti di pianificazione; supporto ai tecnici e alle amministrazioni attraverso lo scambio di competenze e buone pratiche; valorizzazione e tutela del territorio; una visione sovracomunale che favorisca il coordinamento tra gli enti; proposte concrete su semplificazione, recupero del patrimonio edilizio, aree rurali e sviluppo sostenibile.
La commissione guarda al territorio dei 14 comuni dell’Unione Comuni Garfagnana: Camporgiano, Careggine, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Fabbriche di Vergemoli, Fosciandora, Gallicano, Minucciano, Molazzana, Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana, Sillano Giuncugnano e Villa Collemandina.
Coordinatore geom. Dino Dini, ci spiega nello specifico come nasce la Commissione Urbanistica Garfagnana?
“I nostri comuni condividono molte caratteristiche e molte difficoltà, pur avendo ciascuno le proprie esigenze. Chi lavora quotidianamente sul territorio se ne rende conto, pertanto il confronto tra professionisti e amministrazioni può aiutare a individuare problemi ricorrenti e trovare soluzioni utili. La commissione vuole offrire uno spazio stabile in cui raccogliere queste esperienze e trasformarle in proposte.»
Quale sarà il primo obiettivo concreto?
“Vorremmo avviare tavoli operativi con i comuni, ascoltare i tecnici degli uffici e i colleghi liberi professionisti, e capire quali questioni meritino un approfondimento comune. Penso, per esempio, al nuovo strumento di pianificazione urbanistica (POI) approvato recentemente, alle procedure che riguardano il recupero del patrimonio edilizio. Il nostro contributo sarà tanto più utile quanto più partirà dai casi reali.»
Nella locandina si parla di “visione sovracomunale”. Che cosa significa nella pratica?
”Significa guardare alle esigenze della Garfagnana nel loro insieme. I confini amministrativi sono necessari, ma il territorio, il paesaggio e le attività delle persone non si fermano a quei confini. Confrontare le esperienze dei diversi Comuni può aiutare a costruire indirizzi più coordinati, rispettando le competenze e le scelte di ciascuna amministrazione”.
Come si conciliano sviluppo e tutela di un territorio come questo?
“Partendo dalla conoscenza dei luoghi. La Garfagnana ha un patrimonio edilizio, rurale e paesaggistico di grande valore. Tutelarlo significa anche trovare modi sostenibili per recuperare ciò che esiste e mantenerlo vivo. Su questi temi i geometri possono portare un contributo concreto, perché operano a stretto contatto con gli immobili, con le persone e con gli uffici comunali”.
Quale invito rivolge ai colleghi?
“Faccio pubblicamente appello ai colleghi della Garfagnana affinché si uniscano alla commissione e partecipino attivamente ai suoi lavori. C’è bisogno di esperienze, idee e punti di vista provenienti da tutti i Comuni. Sono convinto che questo percorso sarà interessante e proficuo per i professionisti e per l’intero territorio”.




