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Redazione
ANNO XIVgiovedì 1 Ottobre 2026
garfagnana

Nel cuore verde della Garfagnana: turisti a passo lento tra storia, natura e autenticità

C’è un modo differente di viaggiare, lontano dai ritmi frenetici delle metropoli e dalle rotte patinate del turismo di massa.

Questo approccio ha spinto visitatori stranieri – inglesi, australiani e americani – a esplorare il cuore verde della Garfagnana grazie al tour operator Exodus, attivo nella valle da 30 anni. A condurre l’escursione, battezzata “The Green Valley Walk” (la “passeggiata della valle verde”, in italiano) è stato Gianluigi Pellizzer, punto di riferimento per la rete Guide Ambientali Garfagnana. Dietro a un simile itinerario, la sua figura è essenziale per garantire l’esperienza a 360 gradi: un professionista qualificato mediante percorsi regionali multidisciplinari – che spaziano dalla biologia alla zoologia, dalla storia alla psicologia di gruppo e al primo soccorso – tenuto a rispettare obblighi stringenti di aggiornamento e coordinamento.

Un vero e proprio viaggio antropologico a impatto zero. Partendo a piedi dall’agriturismo Braccicorti, nel comune di Pieve Fosciana, la comitiva ha oltrepassato Mozzanella, Castiglione di Garfagnana con il bar-bottega Marcalli, i sentieri della Via Matildica e del Volto Santo; successivamente, il gruppo ha chiuso l’anello transitando di nuovo da Pieve Fosciana e infine, Castelnuovo.

Raccontare questo territorio ha significato addentrarsi in un patrimonio di tradizioni capace di stupire i viaggiatori urbani, abituati agli standard di Londra, New York o Seattle. Come ha spiegato Gianluigi Pellizzer, la forza di questi luoghi è nella loro autenticità; i visitatori hanno cercato infatti atmosfere d’altri tempi: “Ai partecipanti è piaciuto, sì, vedere i posti, ma hanno voluto anche conoscere – ha osservato Pellizzer -. Avere consapevolezza di dove sono stati”.

Il percorso si è arricchito di spunti irresistibili per i turisti internazionali, i quali hanno assaporato per la prima volta le eccellenze locali, sbalorditi dal farro e la sua birra artigianale. Non sono mancati lo stupore di fronte ai dettagli della quotidianità paesana e la simpatia per i riti italiani, come il caffè corretto alla sambuca subito dopo un pasto.

Tra i passaggi più intensi di simili itinerari, è rimasto indelebile il fuori programma vissuto in occasione del tour precedente presso il Mulino della Pieve, dove gli ospiti, hanno potuto osservare le antiche macine in movimento: “Sono riusciti a entrare e vedere le ruote, le macine – ha raccontato la guida – sono rimasti là mezz’ora, non riuscivo a portarli via, tanto che erano affascinati da ingegnerie d’altri tempi, lontane anni luce dalle grandi metropoli.”

Guardando al domani, il professionista e i suoi colleghi sono risultati già impegnati nello sviluppo di nuove iniziative. Tra queste è spiccato il “Garfagnana trekking di bassa quota”, un tracciato ad anello al di sotto dei 1000 metri concepito per unire i borghi nell’arco di quattro giornate.

Un tassello fondamentale per continuare a valorizzare l’essenza più genuina della Garfagnana.

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