Negli aeroporti del mondo c’è sempre un luogo dove lo sguardo finisce per fermarsi: il grande tabellone dei voli. Nomi di città che si accendono e si spengono, orari che cambiano, partenze rinviate, arrivi attesi. Davanti a quel tabellone si incrociano migliaia di storie: chi parte, chi torna, chi aspetta. E soprattutto chi spera che il proprio volo compaia tra quelli confermati.
È un’immagine che in questi giorni mi accompagna spesso nei pensieri.
Mi trovo ancora qui a Perth, in Australia, in attesa di un aereo che mi riporti in Italia. Non so bene quando sarà possibile partire né quando questo viaggio potrà davvero prendere forma. Il percorso previsto dovrebbe essere questo: Perth, poi Dubai e infine Roma. Ma in questi giorni anche un viaggio programmato diventa improvvisamente incerto.
La vita qui continua normalmente. Le strade, i negozi, le persone: tutto scorre con tranquillità, quasi come se nel mondo non stesse accadendo nulla di particolarmente grave. Eppure sappiamo bene che non è così. Basta accendere un televisore o leggere qualche notizia per capire che il nostro tempo è attraversato da tensioni e da conflitti.
C’è poi anche un’altra particolarità: qui siamo sette ore avanti rispetto all’Italia. Le notizie del nostro Paese arrivano sempre con un piccolo ritardo. Quando qui iniziamo a leggerle o a sentirle, in Italia hanno già fatto il giro dei giornali e dei media.
Le tensioni internazionali e la guerra che attraversa alcune aree del pianeta stanno inevitabilmente condizionando anche i collegamenti aerei e le rotte tra i continenti.
I Paesi del Golfo, e in particolare Dubai, sono da anni uno dei grandi snodi del traffico mondiale. Milioni di viaggiatori passano da lì per raggiungere l’Europa, l’Asia o l’Australia. Sono luoghi che nel tempo hanno costruito una reputazione di affidabilità e di stabilità proprio per garantire collegamenti sicuri tra parti diverse del mondo.
Prima di partire mi ero registrato sul sito del Ministero degli Affari Esteri nel servizio “Viaggiare Sicuri”, proprio per segnalare il mio viaggio e il percorso previsto. Eppure, in questi giorni di incertezza, non ho ricevuto nessuna comunicazione, nessuna email o messaggio per sapere se avessi bisogno di assistenza. Probabilmente si tratta solo di una procedura informativa, ma in situazioni come queste un piccolo segnale di attenzione verso i cittadini che si trovano lontani dal proprio Paese sarebbe certamente apprezzato.
Devo invece riconoscere che l’unica presenza concreta che mi è stata davvero vicina in queste ore è stata la mia agenzia di viaggio, Media Valle Viaggi, con sede a Lucca, nel quartiere di San Concordio. La loro collaborazione è stata splendida, e la loro professionalità eccellente: si sono subito attivati per trovare una soluzione alternativa, riprogrammando il viaggio attraverso una rotta sicura che non passasse dal Medio Oriente. L’attenzione alle esigenze del viaggiatore e la cura di ogni dettaglio hanno reso il loro supporto decisivo e prezioso in un momento di incertezza.
Così continuo ad attendere. Con pazienza, cercando di osservare le cose con obiettività.
E mentre il tabellone dei voli continua a cambiare destinazioni e orari, resta la speranza che anche il mio volo possa presto comparire tra quelli confermati.
testimonianza