Si è parlato della condizione femminile nella nostra società, della commissione pari opportunità del comune e del perché si è scelto di dotarla di un suo logo. Un consiglio comunale, quello del 29 luglio al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana, che ha visto l’accorato intervento della vicesindaca Chiara Bechelli, da sempre sensibile al tema della violenza di genere e della parità di diritti tra sessi.
La Gazzetta del Serchio l’ha raggiunta per un’intervista sul tema della donna oggi, in occasione della scelta del nuovo simbolo per la commissione.
Le pari opportunità sono un traguardo ancora lontano per le donne?
“La strada verso una reale uguaglianza tra donne e uomini non è ancora conclusa. Molte donne continuano a incontrare difficoltà nella piena realizzazione personale e professionale, nel riconoscimento delle proprie competenze, nell’accesso alle opportunità, nella conciliazione tra vita lavorativa e familiare e, più in generale, nella possibilità di vivere libere da stereotipi e condizionamenti culturali ancora profondamente radicati“.
In che modo questa disparità si manifesta?
“Queste difficoltà non riguardano un solo ambito della vita sociale, ma attraversano il lavoro, la famiglia, la cultura, l’associazionismo e le istituzioni. In molti casi le donne devono ancora dimostrare più volte il proprio valore, affrontando ostacoli che non dipendono dalle capacità, ma da pregiudizi e modelli culturali che resistono nel tempo”.
Tale realtà emerge con particolare evidenza anche nella vita politica e istituzionale…
“Le donne che scelgono di impegnarsi nelle istituzioni, nei consigli comunali, nelle amministrazioni, nei partiti o in altri luoghi decisionali devono spesso confrontarsi con forme di discriminazione più o meno esplicite: giudizi più severi rispetto ai colleghi uomini. Nonostante i progressi compiuti, la partecipazione femminile alla politica rimane ancora oggi più faticosa e meno riconosciuta di quanto dovrebbe essere“.
Concordo pienamente con lei. Certo, è difficile superare i pregiudizi…
“Per questo è fondamentale sostenere una cultura che favorisca la presenza delle donne nei luoghi decisionali, valorizzando competenze, merito e partecipazione. Una democrazia è tanto più forte quanto più è capace di rappresentare pienamente tutte le sue componenti. La parità non può essere considerata una questione che riguarda soltanto le donne: è un impegno che coinvolge l’intera società, le istituzioni, il mondo della scuola, il lavoro, le associazioni e ogni cittadino. Solo attraverso una responsabilità condivisa è possibile costruire una comunità più giusta, nella quale ogni persona possa esprimere liberamente le proprie capacità e partecipare pienamente alla vita sociale, culturale e politica“.
Parliamo della commissione pari opportunità. Da dove deriva la scelta del nuovo logo?
“Si è scelto di dotare la commissione di un nuovo logo ufficiale, facendolo scaturire attraverso un percorso partecipato che ha coinvolto direttamente le scuole del territorio. Con verbale del 13 marzo, è stato indetto un concorso di idee rivolto agli studenti, con l’obiettivo di creare un’identità visiva capace di rappresentare i valori della commissione: inclusione, uguaglianza, rispetto, partecipazione e libertà da ogni forma di discriminazione“.
Quanti studenti hanno partecipato?
“La risposta è stata straordinaria: ci sono pervenuti quasi 50 elaborati, a testimonianza della sensibilità e dell’attenzione delle giovani generazioni verso questi temi. A tutti coloro che hanno partecipato va il nostro più sincero apprezzamento, perché ogni elaborato ha contribuito ad arricchire un percorso collettivo di riflessione e crescita“.
Come è poi proceduta la selezione?
“Il 2 aprile la commissione ha selezionato i tre progetti ritenuti più meritevoli e, successivamente, il 22, attraverso una votazione telematica, è stato proclamato vincitore l’elaborato della studentessa Maria Rossi, della classe quarta del Liceo Scientifico – ISI Garfagnana, con un logo dove sono visibili molti volti di donne stilizzate (vedi foto), il cui progetto ha saputo sintetizzare con particolare efficacia i valori di inclusione, uguaglianza, rispetto e partecipazione“.
E degli altri due loghi cosa si può dire?
“Abbiamo selezionato quelli che sono arrivati al secondo posto e terzo posto pari merito. Quello di Sofia Tortelli, con un progetto che utilizza il dente di leone come simbolo di libertà, autodeterminazione e possibilità di scegliere il proprio percorso di vita senza limiti imposti da stereotipi e quello di Azzurra Turri, con un elaborato che richiama l’accoglienza, l’ascolto e la protezione, rappresentando la commissione come luogo di vicinanza e tutela (vedi sempre foto)”.
Certo, la commissione è importante. Ma, da sola, poco può. Infatti è legata a molte altre realtà del territorio…
“Sì. Ci sono associazioni che operano quotidianamente accanto alle persone più fragili, in particolare Progetto Donna e il Centro Antiviolenza “Non ti scordar di te”, che, con competenza e umanità, rappresentano un presidio fondamentale di ascolto, sostegno e accompagnamento per le donne vittime di violenza. A loro va un mio sentito ringraziamento. Accanto ad esse, le forze dell’ordine svolgono un ruolo essenziale nella tutela delle vittime, nella prevenzione e nel contrasto di ogni forma di violenza e discriminazione”.
E poi c’è la scuola…
“Il contributo della scuola è fondamentale. Infatti è chiamata ad educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, alla libertà, alla parità e alla responsabilità delle proprie azioni. È dall’educazione che nasce il cambiamento culturale più profondo e duraturo. Quando tutte le istituzioni – la scuola, le associazioni, i centri antiviolenza e le forze dell’ordine – collaborano in modo stabile, la comunità diventa più forte, più consapevole e più capace di non lasciare indietro nessuno”.
Che rapporto avete con il mondo scolastico su questo tema?
“Prima della fine dell’anno scolastico, siamo state a scuola, all’ISI Garfagnana, e abbiamo ringraziato le studentesse e tutti i partecipanti, oltre alle docenti che hanno favorito e aiutato in questo bellissimo lavoro sia concettuale che artistico, ed è stata, credo, un’opportunità per tutti di prendere coscienza di tutto ciò che c’è intorno al mondo della violenza di genere“.
A questo punto, mi viene da dire: ben venga il nuovo logo
“La modifica dell’articolo 5 del regolamento costituisce molto più di un atto formale: è il riconoscimento di una commissione viva, presente e capace di coinvolgere il territorio, dialogare con le istituzioni e con il mondo della scuola e promuovere una cultura della parità, del rispetto e della piena partecipazione delle donne e degli uomini alla vita della comunità”.


