back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVlunedì 26 Ottobre 2026
piazza al serchio

Oltre il buio della Garfagnana: le porte del Museo dell’Immaginario Folklorico si aprono al mito

Tanto tempo fa, durante la stagione fredda, ci si stringeva attorno al focolare per esorcizzare il buio. Alla voce degli anziani, veniva affidata l’arte e il compito di svelare i segreti della notte. Una tradizione, fatta di fascino e timore reverenziale, che prende vita dalla narrazione attorno al volume “O fantasima, fantasima che di notte vai…”.

Nella giornata di ieri, la sede di Piazza al Serchio del Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico ha accolto una tradizione sorprendentemente viva, ospitando il debutto ufficiale dell’opera. L’evento si è inserito nella rassegna Pagine di casa nostra, un percorso con cui l’istituzione ribadisce la propria natura di laboratorio culturale aperto al dialogo. Attraverso tale iniziativa, la struttura valorizza il patrimonio immateriale locale, offrendo alla comunità un punto di ritrovo per condividere testimonianze e progettare il domani.

Al centro dell’incontro, il testo targato Tralerighe libri e inserito nella collana Documenti di tradizione orale. Rappresenta un tassello fondamentale per la tutela della memoria appenninica. Il curatore Paolo Fantozzi ha selezionato i materiali custoditi nei depositi museali, riportando alla luce i racconti meno noti. Le pagine, rievocano la quotidianità dei pastori e dei cavatori di marmo, trasponendo la parlata popolare in una forma scritta fluida, rispettosa della cadenza autentica e delle storiche veglie.

Durante il pomeriggio, i presenti si sono immersi in un’atmosfera suggestiva, grazie al declamare ad alta voce di vicende legate a figure leggendarie come il Buffardello, la Capra Ferrata o il serpente dalla testa umana. Notevole l’impatto visivo del progetto: l’illustratrice Silvia Talassi ha incantato la platea sia esponendo le tavole originali, sia eseguendo bozzetti estemporanei. Fra i suoi disegni spicca la raffigurazione di una strega dall’aspetto singolare e intrigante, capace di fondere tratti bizzarri a una magnetica bellezza.

Tra la meraviglia dei giovanissimi e la nostalgia sorridente degli adulti, l’iniziativa si è conclusa lasciando la sensazione che questi miti non appartengano soltanto al passato. Finché ci sarà qualcuno disposto ad ascoltarli e a lasciarsi incantare, gli spiriti della Garfagnana continueranno a camminare al nostro fianco, silenziosi, appena un passo oltre il margine dell’ombra.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Cultura e spettacolo