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Redazione
ANNO XIVdomenica 25 Ottobre 2026
barga

“One Day After the Other”: l’urban art di Giorgio Bartocci inaugura la stagione espositiva della galleria comunale di Barga

Che cosa resta del passaggio umano nei luoghi che abitiamo? E quanto gli spazi urbani ci assomigliano, ci condizionano, ci raccontano? In un mondo fatto di sovrapposizioni, di segni che si stratificano come memorie sulle pareti della città, l’arte urbana diventa un codice visivo, un archivio collettivo, una forma di resistenza e narrazione. Barga sceglie di aprire la stagione estiva dell’arte con una mostra che mette al centro proprio questo dialogo: tra l’uomo, il tempo e lo spazio in cui vive.

Ieri è stata inaugurata presso la galleria comunale di Barga la mostra “One Day After the Other” dell’artista Giorgio Bartocci, una delle voci più significative dell’urban art italiana. Curata da Gian Guido Grassi, realizzata da Start Attitude e promossa dal comune di Barga, l’esposizione sarà visitabile a ingresso libero dal 16 giugno al 13 luglio, dal giovedì alla domenica (17:30-20:00), o su appuntamento.

L’esposizione, che comprende oltre 25 opere, si muove tra la dimensione più intima della tela e quella pubblica dell’intervento urbano. Bartocci, classe 1984, nato a Jesi ma attivo da oltre vent’anni a Milano, si è formato nel mondo dei graffiti per poi evolvere in una pratica artistica che fonde street art, pittura e product design.

Le sue composizioni – stratificate, dinamiche, introspettive – parlano delle città e di chi le abita. Sono palinsesti visivi in cui si depositano frammenti di storie, visioni e relazioni. Tra le opere in mostra anche alcuni pezzi inediti e altri già esposti in contesti prestigiosi come Palazzo Blu a Pisa, Aria Art Gallery a Firenze, la D’Ars di Milano e D406 di Modena.

La mostra è anche un viaggio nella trasformazione stilistica dell’artista: dalle origini espressioniste fino a un’astrazione informale che si nutre di sistemi cromatici, collage e livelli sovrapposti. L’opera di Bartocci rappresenta una forma di memoria visiva urbana, che va oltre la superficie, fino a interrogare il senso stesso dell’abitare.

A introdurre l’evento il consigliere comunale Gabriele Suffredini, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e sottolineato l’ambizione di rendere Barga una vera “città dell’arte”, con oltre 20 mostre già in programma. “Portare artisti da fuori, farli dialogare con la nostra comunità, è una sfida che abbiamo voluto abbracciare”.

Il curatore Gian Guido Grassi, visibilmente emozionato, ha ringraziato il Comune per la fiducia, ricordando come la Galleria Comunale debba diventare “la casa degli artisti”, un punto di riferimento stabile per l’arte contemporanea. “Giorgio è una colonna dell’underground italiano, e questa mostra è un racconto stratificato, come i muri delle nostre città che parlano di chi le vive. Il suo linguaggio visivo è un ponte tra primitivismo, storia dell’arte e contemporaneità”.

Giorgio Bartocci ha preso la parola con grande umiltà, esprimendo emozione e gratitudine per essere stato accolto in un luogo così attento alla cultura: “Lavoro nel contesto dell’arte pubblica, fatta per le persone, fruibile e fuori dal mercato. L’aspetto della sensibilità istituzionale dà un orgoglio anche maggiore a noi urban artists, perché facciamo un lavoro privo di critica, in quanto creiamo opere molto spontanee ed effimere, che spesso poi recuperiamo o lasciamo appassire come il ciclo della vita.”

La serata si è conclusa con un aperitivo conviviale e la performance live del chitarrista Leonardo Aguaisol, in una perfetta commistione tra suono, visione e parola.

“One Day After the Other” non è solo un titolo: è una filosofia. Un modo di guardare al quotidiano con attenzione, di ritrovare senso nei dettagli, nei gesti, nei segni lasciati sui muri e sulle tele Questa mostra ci invita a rallentare, ad abitare davvero gli spazi, dentro e fuori di noi. Perché ogni giorno, uno dopo l’altro, può diventare arte.

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