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Redazione
ANNO XIVmartedì 20 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

Ottobre Rosa con Il Ritrovo di Roberta: la prevenzione diventa una missione di comunità

La prevenzione comincia dalla conoscenza, ma cresce attraverso le relazioni, l’ascolto e la capacità di prendersi cura gli uni degli altri. È questo il principio che guida l’attività de Il Ritrovo di Roberta, associazione nata dall’esperienza diretta e indiretta di donne che hanno conosciuto da vicino il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare un momento difficile in un impegno a favore dell’intera comunità. Un messaggio che, durante l’Ottobre Rosa, mese dedicato alla sensibilizzazione sulla prevenzione e sulla lotta contro il tumore al seno, acquista un significato ancora più forte.

Dal desiderio di vicinanza di queste donne è cominciato il percorso dell’associazione che negli anni ha aumentato i suoi servizi ampliando il proprio raggio d’azione.

La missione del Ritrovo di Roberta si sviluppa lungo due percorsi strettamente legati: offrire sostegno a chi sta affrontando la malattia e promuovere una cultura della prevenzione che non si limiti ai controlli medici, ma coinvolga le abitudini quotidiane, l’alimentazione, l’attività fisica e il benessere psicologico. Perché informare significa anche aiutare le persone a riconoscere l’importanza di prendersi cura di sé e a rivolgersi ai professionisti della salute.

Accanto all’attività di sensibilizzazione, l’associazione mette a disposizione servizi pensati per rispondere a esigenze concrete. C’è la Roby Car, il servizio di accompagnamento durante il percorso terapeutico e per altre necessità correlate alla malattia, Il salotto di Antonella, uno spazio di ascolto psico-oncologico aperto anche ai familiari dei pazienti; e l’Ambulatorio di estetica oncologica, dedicato alle persone che stanno affrontando trattamenti di radioterapia e chemioterapia. A questi si aggiungono i corsi di informazione e formazione sull’autopalpazione, sull’alimentazione e sull’attività fisica, strumenti per acquisire maggiore consapevolezza e imparare a riconoscere il valore della prevenzione. Ogni servizio risponde a un bisogno diverso, ma tutti condividono lo stesso obiettivo: non lasciare sole le persone in un momento delicato della loro vita.

La prevenzione, per il Ritrovo di Roberta, non deve restare confinata negli studi medici, ma deve raggiungere le persone nei luoghi che frequentano ogni giorno, diventare un argomento di cui parlare con naturalezza, senza paura e senza imbarazzo. Per questo l’associazione organizza incontri e momenti di confronto sul territorio, anche nei circolini, per spiegare l’importanza dell’autopalpazione, fornire indicazioni e incoraggiare le persone ad aderire ai programmi di screening. Un lavoro svolto anche in collaborazione con i medici Daniele Ballati e Marinella Poggi, nella convinzione che il dialogo tra associazionismo e professionisti sanitari sia fondamentale per diffondere informazioni corrette e avvicinare sempre più persone alla prevenzione. Tra le iniziative di riferimento ci sono il Progetto Primula, attivo in Toscana per favorire l’accesso agli screening a partire dai 45 anni, e Proximity Care, che da tre anni contribuisce a portare opportunità di diagnosi precoce direttamente nelle piazze dei paesi. In questo modo i controlli diventano più vicini alle comunità e possono aiutare a individuare anche problemi di salute che altrimenti rischierebbero di rimanere a lungo sconosciuti.

Un altro aspetto centrale è l’attenzione alle nuove generazioni. Per il Ritrovo di Roberta, la sensibilizzazione non deve iniziare soltanto in età adulta: parlare di salute già a partire dai 16 anni significa contribuire a costruire abitudini e consapevolezze che possono accompagnare una persona nel corso della vita. I giovani, inoltre, possono diventare a loro volta ambasciatori di questi messaggi all’interno delle famiglie, portando informazioni e stimolando il dialogo tra generazioni. È una forma di prevenzione che si diffonde attraverso le relazioni quotidiane e che può contribuire a rendere la salute un tema condiviso, anziché qualcosa di cui occuparsi soltanto quando emerge un problema.

L’associazione promuove anche attività di gruppo, come il ciclismo, lo yoga e gli incontri dedicati alla cucina, per avvicinare le persone a uno stile di vita attivo e consapevole. In questo contesto, l’attenzione al benessere si accompagna alla socialità: stare insieme, condividere esperienze e trovare occasioni di confronto diventano parte di un percorso più ampio di cura di sé. Accanto a queste iniziative, il Ritrovo di Roberta sostiene inoltre una borsa di studio intitolata a Valentina Agostinelli, destinata ad aiutare studenti meritevoli che intendono iscriversi a facoltà di ambito medico. Un modo per investire nella formazione e nelle competenze di chi, in futuro, potrà contribuire alla tutela della salute.

L’Ottobre Rosa rappresenta dunque un’occasione per richiamare l’attenzione su un tema che riguarda migliaia di donne, ma il lavoro del Ritrovo di Roberta prosegue durante tutto l’anno. La prevenzione passa dai controlli e dall’informazione, ma anche dalla possibilità di trovare una mano tesa quando arriva una diagnosi, qualcuno disposto ad ascoltare e una comunità capace di farsi vicina.

I due motti dell’associazione “Noi la prendiamo di petto” e “Il Ritrovo siamo noi” racchiudono proprio questa doppia anima: affrontare la malattia con determinazione e ricordare che nessun percorso deve essere vissuto in solitudine e che il Ritrovo è composto dall’aiuto di ciascun partecipante.

Perché la prevenzione è una responsabilità individuale, ma diventa più forte quando si trasforma in un impegno collettivo.

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