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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
barga

Paolo Riani si racconta alla Fondazione Ricci: un viaggio per immagini

Paolo Riani, discendente della nota famiglia Pieroni di Barga, è architetto e urbanista di fama internazionale. Ha progettato e costruito edifici a Tokyo, New York, Boston, Los Angeles, Arabia Saudita e in Italia. Paolo Riani è anche scrittore, autore di libri di architettura e di viaggi, e un appassionato fotografo. In questa veste ha viaggiato in molti paesi documentando le varie culture e collaborando come scrittore e fotografo a diverse riviste internazionali. Racconterà le sue esperienze fotografiche nella conversazione “Babel. Obiettivo sulla vita”, che terrà alla Fondazione Ricci, sabato 28 giugno alle ore 17.30.

Vita e opera sono inseparabili nell’architetto Paolo Riani. E l’obiettivo della sua macchina fotografica è un fedele segretario che cattura ogni istante e li custodisce tutti, raccogliendoli così in una collezione di momenti vissuti, propri e altrui, costruendo un catalogo di luci, un repertorio di sensazioni e un mondo di sentimenti. Scorrono in questa rassegna alcune delle immagini fotografiche realizzate da Paolo Riani nel suo andare di paese in paese. Pure visioni di mondi diversi, umanità, natura, architettura, frammenti di esistenze e culture altre, lontane, dove addentrarsi al limite della curiosità e dell’immaginazione. Con la fotografia, e in stretta analogia con la scrittura e l’architettura, Paolo Riani compone una poetica della relazione visiva, della memoria, dell’immaginazione, ed anche una poetica della narrazione: d’incontri, cose ed eventi vissuti nei suoi giorni in Giappone, in India, in Guatemala, in Tibet, e ancora a Beirut, nella Patagonia australe… Le sue immagini fotografiche parlano allo sguardo, al cuore e alla mente di chiunque le osservi: ne educano la sensibilità visiva e ne risvegliano l’interesse conoscitivo, affinché l’oggetto fotografato emerga dall’anonimato della quotidianità. Immagini catturate nell’unicità fugace e irripetibile dell’attimo, significante solo per chi sa guardare oppure esito di meditata attesa e contemplazione delle realtà proteiformi che esistono in sé e si lasciano interrogare dai nostri sguardi. In ogni caso, sono il frutto di un atto d’amore verso l’oggetto scelto, il quale, grazie ad esso, si sottrae al divenire, al mutare e al dissolversi nella contingenza del suo apparire e ne acquista un rilievo di visibilità oltre lo spazio e il tempo della sua realtà. Di volta in volta, esse si qualificano come strumento spontaneo di una ricerca ora antropologica, ora ambientale, ora storico-critica che gli è indispensabile per fare architettura.

Evento realizzato dalla Fondazione Ricci in occasione del finissage della mostra L’Arte della Luce. Storia della fotografia a Barga: viaggio nell’Archivio Pietro Rigali, in collaborazione con Comune di Barga, Istituto Storico lucchese sezione di Barga, Unitre Barga, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

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