Un momento di confronto per presentare un progetto già avviato e condividere un’esperienza che potrebbe diventare un modello per altri territori. È questo il senso dell’incontro che si è svolto ieri a Parma, presso il Centro Pastorale Diocesano – ex Seminario Minore, dedicato a “Patrimonio Bosco, Patrimonio di Futuro”, il progetto sviluppato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Parma, con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna.
L’iniziativa nasce dalla volontà di sperimentare nuove modalità di conoscenza, pianificazione e gestione del patrimonio forestale degli enti ecclesiastici, partendo dall’esperienza dell’IDSC di Parma. Un percorso che mette in relazione gestione forestale, sostenibilità e valorizzazione dei servizi ecosistemici, con l’obiettivo di riconoscere il valore complessivo che i boschi generano per l’ambiente e per le comunità.
Il progetto è stato presentato in un contesto di confronto più ampio, che ha coinvolto altri Istituti Diocesani per il Sostentamento del Clero e possibili stakeholder, con l’obiettivo di condividere quanto sperimentato a Parma, raccogliere interessi e valutare le possibilità di sviluppo e replicabilità del modello. Al centro del percorso c’è infatti la necessità di conoscere meglio il patrimonio forestale, spesso caratterizzato da una forte frammentazione delle proprietà, per arrivare a una pianificazione capace di valorizzarne le diverse funzioni. I boschi non producono soltanto legname: contribuiscono all’assorbimento della CO₂, alla conservazione della biodiversità, alla protezione del suolo e delle risorse idriche, alla qualità del paesaggio e alla tutela di importanti valori culturali e territoriali.
Sono i cosiddetti servizi ecosistemici, che possono essere misurati e valorizzati anche attraverso il sistema dei Crediti di Sostenibilità, trasformando i benefici prodotti da una gestione forestale responsabile in un valore riconoscibile e in nuove opportunità per i territori.
«Con questo progetto abbiamo voluto partire da un’esperienza concreta, mettendo insieme conoscenza, nuove tecnologie e capacità di pianificazione per costruire un modello che tenga insieme gestione e conservazione del patrimonio forestale – sottolinea Giuseppe Vignali, direttore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano –. Per la prima volta in Italia, grazie alle nuove tecnologie, è possibile pianificare e certificare in modo unitario una proprietà forestale così frammentata e dispersa. È un passaggio importante perché consente di superare uno dei principali ostacoli alla gestione e alla conservazione dei boschi italiani: la frammentazione della proprietà. Questo rende possibile immaginare una partecipazione a progetti di questo tipo anche per i numerosissimi piccoli proprietari forestali presenti nel nostro Paese, offrendo loro strumenti concreti per conoscere, conservare e valorizzare i servizi che i loro boschi sono in grado di generare».
«Il patrimonio boschivo è una risorsa che spesso conosciamo solo in parte – ha evidenziato Willy Reggioni, responsabile del Servizio Forestale del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano –. Attraverso questo progetto cerchiamo di rendere visibili quei benefici che il bosco produce ogni giorno e che possiamo definire, con un’immagine semplice, i suoi “superpoteri”: dalla capacità di assorbire carbonio alla protezione del suolo, dalla biodiversità alla regolazione dell’acqua».
All’incontro sono intervenuti Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma; Lucia Baracchini, Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano; Roberto Diolaiti, per la Regione Emilia-Romagna; Claudio Malizia, Direttore Generale dell’Istituto Centrale Sostentamento Clero; Giuseppe Iamiglio, Direttore dell’Istituto Diocesano S.C. Parma; Giuseppe Vignali, Direttore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano; e Willy Reggioni, del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Il percorso prosegue a Fiere di Parma, dove il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano è presente in questi giorni a Greenitaly. Venerdì 9 ottobre alle 14.30, nella Sala Quercia – Padiglione 8, il Parco sarà protagonista del seminario “Prendersi cura delle foreste di domani: vivaistica pubblica, sostenibilità e servizi ecosistemici”, un ulteriore momento di confronto dedicato alle strategie per la conservazione e la gestione sostenibile del patrimonio forestale.Dal progetto con l’IDSC di Parma al confronto con gli altri territori, il filo conduttore è uno solo: conoscere meglio i nostri boschi per poterli conservare, gestire e valorizzare. Perché dietro ogni foresta ci sono funzioni e benefici spesso invisibili, ma fondamentali: i veri “superpoteri” dei nostri boschi.



