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Redazione
ANNO XIVvenerdì 4 Settembre 2026
piazza al serchio

“Pinocchio” e la fiaba nell’800: a Piazza al Serchio un convegno internazionale sul ‘caso Collodi’

C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Così inizia uno dei libri più famosi al mondo uscito dalla penna di uno scrittore toscano di Collodi, Carlo Lorenzini, e da più di un secolo le vicende del burattino da lui creato continuano ad affascinare bambini, studiosi e artisti. Pinocchio è diventato ben più di un personaggio letterario della letteratura d’infanzia: è entrato nell’immaginario collettivo attraversando generazioni e confini, e ancora oggi offre alla letteratura nuovi spunti di riflessione.

Sarà proprio questa straordinaria eredità il filo conduttore del convegno internazionale “Favola e fiaba nell’Ottocento: Il caso Collodi”, in programma sabato 26 settembre 2026 nella Sala Verde della Scuola dell’Infanzia di Piazza al Serchio.

L’iniziativa, promossa con il sostegno del Consiglio Regionale della Toscana, della Fondazione Nazionale Carlo Collodi e di diversi enti accademici e territoriali, porterà in Garfagnana studiosi e studiose chiamati ad approfondire l’opera di Carlo Collodi e, in particolare, il ruolo della favola e della fiaba nella sua produzione letteraria, guardando anche alla fortuna internazionale di “Le avventure di Pinocchio”.

I lavori prenderanno il via alle 9, con i saluti delle autorità, prima di entrare nel vivo di una giornata articolata in due sessioni di approfondimento. La prima sessione, in programma dalle 9.45 alle 12.45 e moderata da Sonia Giusti e Floriana Ciccodicola, sarà dedicata a diversi aspetti della narrativa collodiana. Sonia Giusti interverrà con “Le avventure di un bugiardo famoso”, mentre Daniela Marcheschi affronterà “Carlo Collodi: aspetti e funzioni della favola e della fiaba nella sua opera”. A seguire, Franco Cambi proporrà una riflessione su tre categorie consegnateci dalla narrativa di Collodi e ancora profondamente attuali: infanzia, scuola e cittadinanza. Floriana Ciccodicola analizzerà invece il ruolo del Gatto, della Volpe e di Lucignolo nella formazione di Pinocchio, attraverso i temi dei falsi donatori, della liminalità e dei riti di passaggio. Chiuderà la sessione Gian Franco Gianotti, con “Caleidoscopio collodiano: Pinocchio e l’Omino anticipato tra metamorfosi possibili e mancate”.

Dopo la pausa, i lavori riprenderanno alle 14.30 con la seconda sessione, moderata da Sueli de Souza Cagneti, che allargherà lo sguardo oltre i confini italiani. Il pomeriggio sarà infatti dedicato alla ricezione e alle trasformazioni dell’universo di Pinocchio in altri contesti culturali e letterari. Sueli de Souza Cagneti metterà a confronto il burattino Pinocchio e la bambola brasiliana Emilia, mentre Alberto Borghini ed Enrichetta Dallari presenteranno un intervento dal titolo “Λαῖλαψ, στρόβιλος: percorsi del Pinocchio”. Carla Beatrice Lomi si concentrerà invece sulla Fata dai capelli turchini e sulle tracce della sua genesi letteraria. A seguire, Alcione Pauli proporrà un confronto tra alberi parlanti, corpi incantati e le voci del bambino-burattino italiano e della bambina indigena in due differenti paesaggi letterari. A chiudere gli interventi sarà Mirna Rosibel Meza Herrera, con “Pinocho en Mesoamerica”, dedicato alla presenza del personaggio nell’America centrale.

La giornata si concluderà tra le 17 e le 18 con il dibattito finale e le sintesi conclusive, momento destinato a raccogliere e mettere in dialogo le diverse prospettive emerse nel corso del convegno.

L’appuntamento di Piazza al Serchio sarà un’occasione per guardare a Collodi non soltanto attraverso la lente della letteratura per l’infanzia, ma attraverso un’opera capace di interrogare ancora oggi temi universali: la crescita, l’educazione, la libertà, l’identità e il rapporto con gli altri.

Perché forse è proprio questa la forza delle grandi fiabe: nascono in una cultura precisa, ma sono senza tempo e continuano a viaggiare assumendo nuovi significati ogni volta che vengono ascoltate. E Pinocchio, da umile burattino a bambino vero, è partito da un paesino toscano ed è diventato cittadino del mondo con ancora tantissimo da raccontare.

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