Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dei promotori della raccolta firme per il ponte tra Fornoli e Pian della Rocca.
“Questo ponte non s’ha da fare? Una domanda (che è forse un po’ una presa di coscienza) quella che ci stiamo ponendo, da tempo, in quanto promotori della raccolta firme effettuata per chiedere con forza una viabilità sicura in Media Valle. Millecinquecento erano infatti state le sottoscrizioni, indirizzate ai Comuni, alla Provincia e alla Regione con le quali la popolazione, le attività industriali, commerciali, ricettive e turistiche avevano domandato strade percorribili e, perché no, un nuovo attraversamento sul Serchio a Fornoli o Chifenti; firme che, però, sono rimaste, in sostanza, lettera inascoltata.
Siamo a un punto morto perché, al di là delle dichiarazioni rilasciate alla stampa (in alcuni casi dopo una tirata per la giacca da parte nostra), non si è mosso assolutamente nulla. Non c’è uno straccio di documento consultabile che testimoni la volontà politica di dare seguito alle richieste che i cittadini hanno presentato. Si era parlato di un protocollo di intesa sottoscritto tra le istituzioni ma la Regione, di fatto, non ha voluto renderlo pubblico. La situazione sembra essere in stallo totale e anzi pare quasi che l’argomento sia stato abilmente evitato durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio regionale.
Eh sì perché di mesi ne sono passati tanti (Bagni di Lucca è rimasta completamente isolata per diverse ore nel marzo scorso), ma anche solo per incontrare i referenti regionali, l’iter si è dimostrato estremamente lungo e difficoltoso.
Con l’assessore alle infrastrutture Stefano Baccelli è infatti riuscito a parlare solo un membro del gruppo, il 9 settembre scorso, accompagnato dal presidente della sua associazione di categoria.
L’incontro si è svolto a Firenze ma ci ha lasciato una serie di preoccupazioni e domande senza risposta. La situazione viabilità, purtroppo, non è infatti delle migliori: la frana di Calavorno è lì come è stata lasciata a marzo, con reti di contenimento provvisorie e semaforo attivo 24 ore su 24; un secondo semaforo è posizionato sul Ponte a Valle a Fornoli, c’è poi quello stanziale a Ponte a Serraglio, un quarto che sarà collocato sempre al Ponte quando inizieranno i lavori per la grossa frana in Via Serreglia e, infine, un quinto sul Brennero.
Onestamente la situazione Brennero è quella che ci preoccupa di più. La carreggiata sarebbe dovuta riaprire, a doppio senso di marcia, la prima settimana di ottobre ma il cantiere è visibilmente indietro rispetto a quanto promesso. Inoltre, durante la riunione di Firenze, è emerso che ancora non si è intervenuti in modo significativo sul lato monte, anche per tagliare le decine di piante che sovrastano la carreggiata e soprattutto le auto ferme in coda. Ci chiediamo: è veramente sicuro passare da lì? In caso contrario, non sarebbe necessario riflettere seriamente sulla possibilità di un nuovo ponte in modo da alleggerire il traffico sul Brennero e evitare la strettoia di Calavorno? Chi è ancora disposto a garantire ufficialmente che transitare dalla strada statale sia privo di pericoli incombenti?.
Consultando i vari albi pretori, abbiamo notato un’altra “anomalia”, chiamiamola così. Mentre pubblicamente gli enti sostenevano che in Mediavalle, per i costi proibitivi, avrebbe visto la luce un solo nuovo ponte ma che era ancora tutto possibile (ponendo di fatto Fornoli in competizione con Socciglia, idea che non ci mai neppure sfiorato), abbiamo letto che Socciglia, appunto, è già ben oltre la semplice probabilità: lo studio di fattibilità è stato interamente finanziato mentre del ponte di Fornoli o Chifenti non si parla minimamente.
“rrivati a questo punto e in vista delle elezioni regionali, sarebbe doveroso per i candidarti esprimersi una volta per tutte: anche alla luce dell’ultimo rapporto Ispra (secondo cui è decisamente aumentato il rischio di frane dal 2021 a oggi), il ponte e più in generale una viabilità sicura, interessa ancora a qualcuno? Come si sono mossi i vari attori politici in questi mesi al di là dei post scritti sui social? Che documenti hanno prodotto? Attendiamo… non certo fiduciosi”.
