“Il lavoro non è soltanto una fonte di reddito, ma uno dei principali fattori che contribuiscono al benessere psicologico delle persone attraverso il rafforzamento del concetto di sé che ogni essere umano ha. Al contrario, disoccupazione e precarietà possono generare fragilità, autosvalutazione, insicurezza e paura del fallimento. A questo dobbiamo aggiungere che per le nuove generazioni, sempre di più il lavoro, con l’importanza che assume nel determinare la loro salute psicologica, viene misurato con la possibilità di conciliazione vita-lavoro”.
A dirlo è la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale, Maria Antonietta Gulino, alla vigilia della Festa dei lavoratori.
“Lavorare rappresenta un elemento fondamentale per l’equilibrio psicologico individuale e collettivo – spiega Gulino – perché rafforza la propria autostima e il senso di efficacia personale. Il lavoro consente di progettare il futuro, di sentirsi parte attiva della società e di costruire legami sociali significativi. E’ un dato di fatto confermato da indagini autorevoli, come il Rapporto Istat Benessere equo e sostenibile, secondo cui è diminuita leggermente la percentuale di persone molto soddisfatte per il lavoro che svolgono (51,1% nel 2024 contro il 51,7% del 2023)”.
“E’ evidente – aggiunge Rossella Capecchi, segretario dell’Ordine e referente del Gruppo di Lavoro di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni – che la qualità del lavoro e la sua stabilità incidono profondamente sul benessere psicologico. L’incertezza e l’assenza di prospettive possono generare insicurezza, ma anche un lavoro totalizzante non produce benessere per l’individuo; pertanto, diventa cruciale anche il ruolo attivo degli individui per creare confini tra lavoro e vita privata”
“Da qui l’importanza di assumere una visione nuova sul lavoro, che non riguarda solo questioni economiche ma anche dimensioni psicologiche – conclude Capecchi –. Per questo è importante investire in politiche di gestione delle risorse umane, su cui gli psicologi del lavoro e delle organizzazioni possono offrire un prezioso contributo, per costruire contesti lavorativi dove un bilanciamento efficace fra tempi di vita e tempi di lavoro migliora non solo il benessere psicofisico e relazionale ma anche le performance lavorative”.