Ci sono iniziative che nascono quasi in punta di piedi e che, senza fare rumore, entrano nella storia di una comunità. È il caso della Marcia della Solidarietà di Corsagna, che vide la sua prima edizione nel 1992, per iniziativa della Misericordia di Corsagna.
Erano anni in cui il volontariato viveva una stagione particolarmente viva e partecipata. La Misericordia non era soltanto un punto di riferimento nei momenti di bisogno, ma anche un luogo di aggregazione, di idee e di progettualità. Fu proprio in questo clima che prese forma l’idea di organizzare una marcia non competitiva, aperta a tutti, che unisse il piacere del camminare alla solidarietà.
Non fu casuale nemmeno la scelta della data. Fu deciso il 25 aprile, una giornata dal forte valore simbolico per il nostro Paese, legata alla libertà e alla partecipazione. Anche a Corsagna quella ricorrenza si trasformò in un momento di comunità, capace di unire generazioni diverse nel segno di valori condivisi.
I protagonisti di quella prima edizione furono i volontari della Misericordia, affiancati da un gruppo di appassionati locali, tra cui diversi componenti del gruppo podistico dei “Gambe Leste”, che in quegli anni rappresentava una realtà vivace e presente sul territorio.
Tra coloro che contribuirono in prima persona alla nascita e all’organizzazione della marcia si ricordano, insieme a chi scrive, Giovanni, Michelino, Franco, Bartolomeo, Bruno, Gigi, Alfredo, e tanti altri volontari e amici del paese.
Eravamo davvero un bel gruppo, un gruppo che funzionava. Ognuno faceva la sua parte con naturalezza e spirito di servizio: c’era chi andava a prendere le galline per poi distribuirle come premio, chi si occupava della pulizia dei sentieri nei giorni precedenti la marcia, chi preparava i ristori, chi stava all’accoglienza dei partecipanti. Non c’erano ruoli rigidi, ma una collaborazione spontanea che rendeva tutto possibile.
L’organizzazione fu semplice ma curata: percorsi immersi nelle colline di Corsagna, ristori preparati con spirito familiare e una partecipazione che, fin da subito, andò oltre ogni aspettativa.
Il tracciato della marcia era, ed è rimasto nel tempo, uno degli elementi più affascinanti dell’iniziativa: un bellissimo percorso tra i boschi intorno al paese di Corsagna, che si snodava tra il Monte Ventoso, la Scassata, il Carpino, Serra, attraversando sentieri immersi nel verde, tra i profumi e i colori delle prime gemme di primavera. Un ambiente naturale capace di accompagnare i partecipanti in un’esperienza semplice ma profondamente suggestiva.
E c’era anche un elemento che ancora oggi racconta meglio di tante parole lo spirito di quei tempi: il premio per ogni partecipante era un pollo vivo, offerto da una importante azienda di Diecimo. Ognuno lo portava a casa con cura, accogliendolo nei piccoli pollai domestici, come si usava allora, per farlo crescere con l’arrivo della primavera. Un gesto semplice, concreto, che univa la festa alla vita quotidiana del paese.
Ma dietro a quel premio c’era soprattutto un obiettivo più grande. Il ricavato della manifestazione contribuiva a sostenere le attività della Misericordia di Corsagna e a finanziare opere per tutta la comunità. Tra queste, resta particolarmente significativo il restauro della Croce di Ventoso, simbolo del territorio e della devozione locale.
C’è però un aspetto che più di ogni altro racconta il successo di quella prima edizione: il coinvolgimento completo di tutto il paese. Nei rioni di Corsagna, al passaggio dei marciatori, si respirava un clima di accoglienza sincera: saluti, sorrisi, parole di incoraggiamento, una partecipazione spontanea che faceva sentire tutti parte dello stesso momento.
È proprio da lì che partì tutto. Da quella giornata vissuta insieme, da quella partecipazione diffusa, da quel senso di comunità che negli anni successivi si è rinnovato e rafforzato, facendo della Marcia della Solidarietà un appuntamento atteso e condiviso.
La Marcia della Solidarietà si svolse con continuità per tutti gli anni Novanta, diventando progressivamente un appuntamento atteso non solo a Corsagna, ma anche nel più ampio contesto del Trofeo Podistico Lucchese, dove entrò a far parte del calendario delle marce non competitive.
Come spesso accade nelle realtà locali, ci furono anche momenti di pausa e di riorganizzazione. Ma lo spirito originario non è mai venuto meno. Negli anni successivi, la marcia è ripartita, mantenendo intatto quel valore iniziale: camminare insieme per stare insieme.
Oggi, guardando indietro, quella prima edizione del 1992 non appare più come un semplice evento, ma come l’inizio di un percorso. Un percorso fatto di passi, di volti, di relazioni e di memoria collettiva.
E dopo tanti anni è ancora bello che ci sia questa marcia che coinvolge ancora tante persone del paese.
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Quando Corsagna iniziò a camminare insieme: la nascita della “Marcia della Solidarietà” nel 1992
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