Un festival ambizioso, aperto al mondo e sensibile alla valorizzazione dei giovani talenti della nostra terra.
È questa l’immagine che il “Serchio delle Muse” oggi dà di sé sotto la presidenza di Fosco Bertoli che, assieme al suo affiatatissimo staff, ha saputo raccogliere l’importante eredità del Maestro Luigi Roni iniettando nuova linfa nella rassegna e proiettandola sempre più oltre i confini territoriali fino a raggiungere una dimensione internazionale.
Lo straordinario successo del concerto alla City Chambers di Glasgow, che ha riscosso ovazioni e applausi da una sala gremita ed entusiasta, ha aperto un varco verso l’estero interessante: un primo passo fuori dall’Italia e, in questo caso, dall’Unione Europea per portare nel mondo le aree più belle della lirica del nostro Paese con artisti affermati su scala globale e astri nascenti del panorama nostrano.
“L’idea di portare il nostro festival a Glasgow – esordisce il Presidente dell’Associazione Musicale “Il Serchio delle Muse” Fosco Bertoli – è nata da un incontro con il musicista scozzese, ma di origini barghigiane, William Moriconi e Andrea Pellegrineschi in occasione della presentazione del gioiello esclusivo ispirato al simbolo più iconico della città di Barga: il Duomo di San Cristoforo. Una trasferta organizzata interamente dal “Serchio delle Muse”, che ha comportato un significativo sforzo economico”.
“Ringraziamo il Comune di Glasgow per la meravigliosa accoglienza che ci ha riservato – afferma Bertoli – dandoci questo palcoscenico prestigioso. Un ringraziamento anche al Comune di Barga, all’Associazione Lucchesi nel Mondo e all’Associazione ItalianScotland per il patrocinio concesso e alla Fondazione Giovanni Pascoli, rappresentata per l’occasione dalla Presidente Maria Bruna Caproni, il cui sodalizio ci riporta alle origini della rassegna: il “Serchio delle Muse”, infatti, nasce proprio nel contesto della serata del X Agosto a Casa Pascoli quando, con il Maestro Roni e gli altri soci fondatori, parlammo per la prima volta di ideare un festival lirico che portasse la musica nei borghi e nelle piazze del nostro territorio. Un’intuizione che fu subito sposata da Guelfo Marcucci e che esordì come risposta solidale alla terribile alluvione che colpì soprattutto Fornovolasco e l’Alta Versilia”.
Dopo la dolorosa scomparsa del Maestro Roni, il festival si è ricompattato intorno alla figura di Fosco Bertoli ed ha ritrovato quello slancio che lo ha portato a crescere ulteriormente e svilupparsi fino ad introdurre novità assolute nel programma e figure di alto profilo artistico e professionale tra le sue file.
L’ultima quella del M° Massimo Salotti, rinomato pianista a livello internazionale, originario di Barga, che ha accettato l’incarico di Direttore Artistico della rassegna con la sfida di alzare sempre di più l’asticella ed intessere reti e connessioni con altre rilevanti realtà culturali del panorama nazionale e mondiale.
“Uno dei momenti più emozionanti della nostra trasferta a Glasgow, oltre ovviamente al concerto, è stata la prova che abbiamo fatto il giorno precedente alla sala della BBC Scottish Symphony Orchestra, un’istituzione nella capitale scozzese, assieme ai giovani musicisti dell’orchestra giovanile del posto – spiega il M° Salotti -. Per l’occasione abbiamo concertato i brani con artisti eccelsi: due interpreti già affermati come Davide Piaggio e Marta Mari, il giovane ma già straordinario baritono lucchese Nicola Farnesi e un musicista di grande sensibilità come William Moriconi. Insieme abbiamo voluto andare oltre la mera esecuzione rispettosa della partitura, dando spazio anche ad una speciale e necessaria dimensione scenica, che potesse regalare al pubblico d’oltremanica un’interpretazione ancora più intensa e viva, sia sul piano musicale che teatrale”.
Le tre standing ovation e il doppio bis richiesto sono la conferma dell’apprezzamento vivo di questo sforzo artistico: “Volevamo dare vita ai personaggi – ha detto Salotti – perché su un palco, oltre che musicisti, siamo dei performer ed è necessario, quindi, saper coinvolgere il pubblico e farlo sentire partecipe. Devo dire che il “Serchio delle Muse” ha questa capacità di non annoiare mai gli spettatori, ma di farli tornare a casa sempre con il sorriso e la felicità di chi ha assistito a un bel concerto”.
Molto bello è stato vedere sul palco la Glasgow CREATE String Ensemble accompagnare i musicisti del “Serchio delle Muse” in tre brani e cimentarsi, diretta dal M° Trish Strain, in un brano scozzese arrangiato per soli archi. “È stato per i giovani componenti dell’orchestra un’occasione importante per esibirsi su un prestigioso palcoscenico – dichiara il M° Salotti – e per noi un regalo a livello umano perché ha rappresentato un valore aggiunto alla nostra esibizione. Un’iniziativa che, peraltro, si sposa alla perfezione con quella che è stata quest’anno la filosofia del “Serchio delle Muse”: ovvero dare modo ai talenti emergenti di mettersi in mostra affiancati da professionisti già riconosciuti in ambito artistico internazionale”.
E per il futuro? “Anche se mancano ancora due importanti appuntamenti, quello del 24 ottobre al Casinò di Bagni di Lucca, e quello del 10 dicembre, al Teatro Alfieri di Castelnuovo – conclude il M° Salotti – stiamo già lavorando alla prossima edizione del festival che vedrà ulteriori novità sorprendenti”. A confermarlo è il Presidente Fosco Bertoli: “Quest’anno abbiamo portato un pianoforte a coda a 1.609 metri di quota – termina Bertoli –. Il prossimo anno vorremmo fare un’impresa simile, ma diversa, e stiamo valutando l’ipotesi di una nuova trasferta fuori dall’Italia, stavolta in Portogallo”.
Foto di Terry Boyd