Settant’anni fa un bambino prese in mano un clarinetto, e da allora non ha più smesso di parlare al mondo attraverso la musica: quel bimbo era Silvano Marcalli che è stato festeggiato ieri sera nella piazza di Castiglione di Garfagnana da tutte le bande che hanno fatto parte del suo percorso musicale.
I musicisti e il pubblico si sono stretti attorno all’amato direttore in un virtuale abbraccio fatto di note, melodie e applausi per rendere omaggio ad un uomo che ha dato tanto al suo paese e alla sua banda.
L’evento è stato aperto dalla Filarmonica Alpina di Castiglione, diretta da Adriano Marcalli, che è entrata in piazza accolta dagli applausi del numeroso pubblico, successivamente, mentre i musicisti castiglionesi prendevano posto, le altre tre bande hanno raggiunto il luogo del concerto sfilando tutte assieme. La Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Sillico, la Filarmonica “Gioacchino Rossini” di Pieve Fosciana e la Fanfara degli Alpini in congedo della Garfagnana hanno sfilato dietro ai labari, mischiando le loro divise tra cappelli alpini, camicie bianche e cravatte colorate, incarnando perfettamente lo spirito di comunione e amicizia della serata.
La Filarmonica Alpina ha cominciato così il concerto del Carmine, eseguito per festeggiare una delle ricorrenze più sentite della comunità castiglionese, ovvero la celebrazione della Madonna del Carmelo, che nel paese dura tre giorni.
Il concerto, abbreviato per la speciale occasione, ha visto l’esecuzione di due brani scritti da componenti della filarmonica stessa: il primo “Alla premiata”, cavallo di battaglia composto dal direttore Adriano Marcalli e dedicato proprio alla banda di Castiglione, e l’altro pezzo “Asincopatico”, scritto da Andrea Lucchesi, durante la pandemia.
Il primo a prendere la parola per i saluti istituzionali è stato il presidente della Filarmonica Alpina, Federico Piagentini, che ha ringraziato tutti i presenti, i musicisti, le istituzioni, l’amministrazione comunale e la Pro Loco: “La Garfagnana è una terra di associazioni – ha concluso Piagentini – Sono loro il motore della nostra terra”.
Silvano Marcalli, il filo conduttore di questo grande incontro, è stato omaggiato da tutte le bande e dalle istituzioni che hanno partecipato con gioia alla serata in suo onore.
Il primo a intervenire è stato Giampaolo Lazzeri, presidente nazionale ANBIMA: “Silvano non ha solo portato avanti la sua passione per la musica, ma l’ha trasmessa a intere generazioni, con la gentilezza di un leader dagli occhi buoni – ha detto il presidente Lazzeri in un emozionante discorso – Ha dimostrato amore per la banda e per il suo paese, un maestro non solo di musica, ma di vita. Grazie per questi settant’anni”.
Anche Raffaella Mariani, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana si è unita ai ringraziamenti “L’unica cosa che possiamo dire al maestro Marcalli è grazie per tutto ciò che ha fatto”. Annarita Fiori ha preso la parola in rappresentanza del comune di Pieve Fosciana, che accoglie le due bande di Sillico e Pieve, sottolineando l’importanza sociale e culturale dei corpi musicali bandistici. Infine, si è unito ai ringraziamenti anche il sindaco di Castiglione, Daniele Gaspari, ricordando che Castiglione è stato denominato paese della musica “Sono sicuro che questo titolo è stato conferito anche grazie al contributo del maestro Marcalli nella diffusione e nell’insegnamento della musica” ha dichiarato il primo cittadino.
Il consigliere regionale Mario Puppa, pur non essendo presente alla serata, ha voluto unirsi ai complimenti e omaggiare a sua volta Silvano Marcalli con un regalo ed una lettera “Silvano è un esempio per tutti noi, ciò che vivete stasera non è solo una festa, ma un atto d’amore verso ciò che tiene unita la nostra terra”.
Felice dell’inaspettata sorpresa, è stato infine Silvano, l’ospite d’onore, a prendere la parola raccontando l’inizio del suo percorso bandistico “Quando vedevo arrivare il maestro Pasquale Pighini, all’epoca presidente della banda, prendevo il clarinetto e suonavo alla finestra per farmi sentire – ha raccontato Silvano – Da lì ho continuato a suonare e ad insegnare e l’ho fatto con passione. So di aver lasciato dopo di me qualcosa di davvero bello”.
La filarmonica di Castiglione ha poi accolto tra le sue file i musicisti delle altre bande per eseguire insieme l’Inno degli Alpini ed è stato chiesto proprio a Silvano di dirigerlo. Il brano seguente è stato un valzer, l’unica marcia composta dal maestro, dedicata a tutti i giovanissimi alunni usciti dal percorso di musica e pronti a debuttare in banda, dal titolo “Il valzer del corso”, diretto da Adriano Marcalli. Durante l’esibizione Silvano è andato verso il pubblico per prendere la mano della moglie e invitarla a ballare il valzer insieme, per condividere con l’amore di tutta una vita quel commovente tributo.
L’ultimo brano eseguito è stata una marcia dal titolo ANBIMA, dedicata all’Associazione nazionale delle bande italiane, anch’essa al 70^ anniversario e, per la speciale occasione, è stato chiesto che fosse proprio il presidente Lazzeri a dirigere.
In quella piazza piena di applausi, Silvano Marcalli ha ricevuto molto più di un omaggio: ha raccolto il frutto di una vita intera spesa al servizio della bellezza, dell’educazione e della comunità. Settant’anni dopo quelle note suonate dalla finestra, restano l’amore e la passione che Silvano ha tramandato come eredità non solo culturale, ma anche e, soprattutto umana. Un maestro che ha saputo guidare con dolcezza, ispirare con l’esempio e lasciare dietro di sé non solo una scia di melodie, ma di profonda gratitudine.
Foto di Elisa Togneri





















