Ci sono strade che non sono solo collegamenti tra città, ma che uniscono epoche, comunità e memorie. La via Vandelli è una di queste: l’antica strada realizzata a metà del XVIII secolo per collegare Modena e Massa, voluta da Francesco III D’Este, la quale percorre un ambiente impervio e rappresentò una sfida tecnica notevole per il suo tempo.
Il documentario “Sulla via”, firmato dai registi Giulio Filippo Giunti e Maurizio Dell’Acqua, dopo la prima proiezione modenese, è approdato ieri sera a Castelnuovo di Garfagnana, al cinema Eden, per l’esordio assoluto in provincia di Lucca.
L’incontro è stato aperto dal sindaco di Castelnuovo e presidente del Parco Regionale Alpi Apuane, Andrea Tagliasacchi, che ha ricordato il recente completamento del masterplan dedicato alla via Vandelli sul versante toscano, in linea con la recente delibera regionale: “Questo film, assieme al progetto – ha dichiarato – danno nuova consapevolezza del nostro territorio”. Il microfono è poi passato a Raffaella Mariani, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana: “Tutti i comuni si sono interessati muovendosi insieme per promuovere e proteggere un patrimonio che appartiene a noi e alle generazioni future” ha affermato.
Il documentario racconta la via Vandelli con gli occhi di alcune persone che la vivono “Abbiamo scelto di non informare, ma di narrare partendo da una domanda: come si fa a raccontare un personaggio che non ha voce?” hanno dichiarato i due registi.
La voce della via Vandelli è dunque stata trovata in tre persone che hanno partecipato al documentario: Giulio Ferrari, fisico e instancabile camminatore, un vero custode della via, Luca Damiani, gestore del rifugio Nello Conti, costruito negli anni ’80 grazie all’impegno dei volontari di Resceto, che si trova nel cuore delle Apuane. Infine, Mara Piccinini, fotografa che sulla via Vandelli ha ritrovato la sua voce artistica ed è tornata a scattare dopo anni, riuscendo ad osservare il paesaggio con lentezza e predisposizione all’ascolto. Sono sue le bellissime immagini finali che hanno chiuso la proiezione, realizzate sovrapponendo a foto d’epoca, foto odierne, mostrando il cambiamento dei luoghi col trascorrere del tempo.
Il filmato, dolce, lento e creativo, percorre alcuni luoghi più celebri della via: le Salse di Puianello, il Palazzo Ducale di Modena, Castelnuovo di Garfagnana, il passo della Tambura, Massa, restituendo quei luoghi attraverso un viaggio, percorso con gli occhi di chi ama e conosce questo itinerario.
“Sulla via” mostra che le strade non sono solo infrastrutture, ma luoghi dell’anima, in cui potersi riscoprire, posti in grado di custodire storie, oltre che passi.
“La Vandelli mi ha insegnato l’amore per il cammino – ha detto Maurizio Dell’Acqua – lavorare a questo progetto è stato un percorso collettivo, pieno di energie condivise”.
In seguito alla proiezione c’è stato un momento finale dedicato al dibattito con il pubblico, durante il quale è emerso un tema importante e caro a molti abitanti garfagnini, ovvero quello delle cave, per molti percepito come una ferita.
I due registi erano presenti in sala e sono stati chiamati ad intervenire da Martina Morriconi, responsabile del settore turismo, cultura, comuncazione, identità e memoria dell’Unione Comuni Garfagnana, che si occupata di moderare l’evento.
Il pubblico ha salutato il film con calore, come si saluta qualcosa di prezioso che riguarda tutti, perché la via Vandelli è un’eredità che chiede cura, uno spazio in cui passato e futuro si sfiorano, una strada viva.
Foto di Elisa Togneri
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“Sulla via”, il documentario proiettato al cinema Eden: la Vandelli vista con gli occhi di chi la vive
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