back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
coreglia: 50 anni del nostro museo

Tommaso Mattei, un emigrante di Gromignana: figurinaio in Europa e nelle Americhe nella seconda metà dell’800

Tommaso Mattei*, nacque nel lontano 1840 da Giovanni Mattei e da Maria Angeli. Agricoltore di una piccola proprietà posta in Gromignana, in località Alla Piella, per essere figurinaio, parte da solo verso gli stati europei e verso il centro e il sud America lasciando la coltivazione dei suoi terreni alla moglie e ai figli. Rientra ogni due anni circa, riesce a fare degli affari soddisfacenti, una discreta fortuna, acquista al rientro nuovi terreni agricoli e forestali in località Alla Sora. Interrompe questa faticosa attività temporanea di figurinaio venditore ambulante all’età di 60 anni circa.

Possiamo affermare che Tommaso, quale figurinaio, saggiamente sia passato dalla fame alla fortuna, superando le difficoltà create dai tanti confini, dall’incontrare lingue, religioni e costumi differenti.

Sposò Filomena Pierotti, figlia di Vincenzo Pierotti e di Santa, ed ebbe tre figli: Giovanna (1870-1935), David (1875-1960) e Marianna (1880-1968). Tommaso era un uomo di statura bassa, occhi e capelli castani, come si legge nei passaporti. Aveva almeno due fratelli e due sorelle: Domenico, Pietro, Agata e Maria. Su di loro non abbiamo informazioni tranne che sul fratello Pietro che era domiciliato in Francia nella regione dei Pirenei. Forse era partito dal paese quale emigrante e là si era stabilizzato.

E’ probabile che Tommaso abbia iniziato a fare il figurinaio fin da ragazzo quale apprendista o garzone all’interno di una delle compagnie che si formavano nel paese per esercitare all’estero l’attività di figurinaio, gruppi composti da 4-8 persone preferibilmente fra parenti o paesani.

Nel gruppo era prevista la presenza sia degli adulti che dei ragazzi: i primi, quali esperti figurinai, erano la guida, i capi, i responsabili, mentre i secondi, gli apprendisti, erano impegnati nel trasporto delle statue di gesso e utilizzati nelle piazze per favorirne la vendita.

LE CAMPAGNE DOCUMENTATE DI TOMMASO MATTEI:

1860, verso la Gran Bretagna. All’età di 20 anni Tommaso si reca in gran Bretagna. Di questa campagna Tommaso conserverà vari documenti fra cui una grammatica inglese per italiani, da lui data e firmata, testi di canzoni popolari, ritagli di giornali e la lirica The Scotch Emigrant, poesia dell’addio.

1875, in Germania. A 35 anni, dopo aver ottenuto dal prefetto di Lucca il passaporto per recarsi in Prussia quale figurinista in gesso (documento rilasciato in nome di s.M. vittorio Emanuele II, re d’italia), Tommaso si mette in viaggio in cerca di fortuna come figurinista recandosi in Germania, come è testimoniato dalla carta stradale da lui acquistata nel 1875. E’ probabile che negli spostamenti nei paesi europei viaggiasse a piedi o con mezzi pubblici/privati e alloggiasse in poveri locali che divenivano la sede del suo lavoro.

1881, in Messico. A 41 anni Tommaso ottiene il passaporto per recarsi in Messico (Centro America), documento rilasciato dal prefetto di Lucca in nome di S.M. Umberto I, re d’Italia, perché possa liberamente passare in quella lontana nazione. Le autorità civili e militari di quelle potenze lontane, amiche ed alleate, sono inoltre invitate a prestargli assistenza in caso di bisogno. Non abbiamo alcun documento che ci parli di questo viaggio lontano. Si ritiene che il viaggio sia stato fatto prendendo il bastimento nel porto di Genova.

1895, in Spagna. A 55 anni, esaminando un suo quaderno di contabilità, scopriamo che Tommaso emigra come figurinista in spagna dal marzo 1895 al settembre 1896 e, a giudicare dai conti, sembra che guadagnasse bene. In questo periodo di circa 18 mesi si sposta in quattro diverse città della spagna settentrionale. Arriva a Bilbao, capoluogo dei Paesi Baschi, nel marzo del 1895 e vi lavora fino alla fine di agosto; da lì si reca a Gijon, nel golfo di Biscaglia, dove si ferma quattro mesi, fino a tutto dicembre 1895. La terza tappa è Oviedo, capoluogo del Principato delle Asturie, dove lavora da gennaio ad aprile 1896; infine dal 15 aprile a metà settembre si stabilisce a La Coruna, città portuale su un promontorio della Galizia. Da lì riprende il viaggio di ritorno in patria, dal la sua famiglia che non vedeva da circa un anno e mezzo, oppure prende la nave per andare in Argentina.

1896, verso l’Argentina. A 56 anni Tommaso riparte di nuovo per recarsi in Argentina. Di questa Campagna rimane il Diploma di Tommaso Mattei quale iscritto all’istituzione di Mutuo soccorso internazionale “La Difensora”, Buenos Aires. E questo dovrebbe essere stato il suo ultimo viaggio.

La moglie Filomena ed i tre figli, Giovanna, Marianna e Davide, nel frattempo lavorano il podere di famiglia. Solo Giovanna sposerà Lorenzo Pellegrini, di cinque anni più giovane di lei. Lorenzo andrà poi a vivere con la moglie nella casa della famiglia, in località Alla Sora. Anche Lorenzo farà l’emigrante negli Stati Uniti di America.

I DOCUMENTI DI TOMMASO MATTEI

Una vita da emigrante dunque quella di Tommaso Mattei che si reca in varie parti del mondo, iniziando dalla gran Bretagna. Tra i suoi libri troviamo una grammatica inglese ad uso degli italiani, firmata da lui e datata 12 maggio 1860, con incollato il ritaglio di “Tea and Coffee Merchant“, Liverpool.

Vi sono allegati inoltre un opuscolo con due testi di canzoni popolari, ed infine la lirica “The Scotch Emigrant” che racconta il dolore di un uomo che lascia la sua donna per andare a cercare fortuna lontano, quale emigrante. “The Scotch Emigrant” è il titolo di una canzone storica scozzese che descrive la partenza di uno scozzese per l’estero, uno scozzese che come tanti italiani, emigra nel mondo per fare fortuna.

La lirica “The Scotch Emigrant”

Il ritaglio della canzone è stato conservato gelosamente e sembra esprimere appieno i sentimenti che lo stesso Tommaso doveva provare lasciando la famiglia e la terra di origine quando si avventurava per il mondo nei suoi numerosi viaggi.

The Scotch Emigrant

Traduzione curata da Giovanna Pellegrini

Oh, addio, mia bella Jean!
Saremo lontani miglia,
né il tempo, né l’assenza,
potranno far allontanare
un tenero pensiero per te.
Quando sarò lontano su un’isola luminosa
tu non sarai dimenticata,
penserò a casa e al tuo caro sorriso,
per alleviare un po’ la mia solitudine.
Le anse del ruscello ed i pendii delle coste fiorite,
ciascuna scena ben presente nei ricordi,
mi ricorderanno quei giorni felici
quando andavo girovagando con la mia Jean.

Oh, freddo bagliore dei nostri cieli nordici,
noi siamo poveri, amor mio;
per cercare ciò che la fortuna qui ci nega,
io lascio la mia spiaggia natia.
Tu farai girare la tua faticosa ruota tutto il giorno
con dolore troppo grande per narrarlo
e nessuna delle lacrime brucianti cesserà
di cadere sulle tue guance.
Ovunque vagheranno i miei passi,
attraverso luoghi e paesaggi diversi,
attraverso mari sconfinati che tra noi spumeggiano

ti amerò ancora, mia Jean!
Addio alla costa della Scozia incorniciata
dal mare,
addio, orgoglio del mio petto,
come sarà dolce, quando sarà finita
ogni fatica
richiederti in sposa.
Di nuovo questo cuore pulserà con il tuo
con battito appassionato e sincero;
Il nostro incontro rinnoverà le gioie
che condividevamo nei tempi passati.


*Notizie riprese dal volume di giovanna Pellegrini “Storie dell’altro millennio”, Tipografia Amaducci, Borgo a Mozzano, 2021, ed elaborate dal relatore. La storia di Tommaso Mattei è riproposta per la quantità e l’ampiezza dei viaggi da lui fatti nel mondo quale figurinaio.

Foto di Giovanni Nardini






Dalla homepage

Ultimi articoli in Tradizione e identità