Un passo nel passato, ma non così lontano.
Ieri sera a Vibbiana, nel comune di San Romano in Garfagnana, è andata in scena la compagnia dell’Aschera di Corfino, invitata dall’associazione “Amici di Vibbiana”.
L’Aschera è gruppo collaudato di attori, che recitano in dialetto, di Corfino: una vera e propria lingua quella corfinese, con tante parole e detti che si ritrovano – o sono comuni o simili – in tantissimi paesi della Garfagnana, tanto da costituire una sorta di “lingua garfagnina”. Lo scopo della compagnia è quello di mantenere vivo il dialetto del loro paese, che è una frazione del comune di Villa Collemandina, e di farlo con leggerezza, divertendosi e facendo divertire il pubblico.
Le scenette che recinano sono testi teatrali veri e propri o atti unici; sono scritti da autori garfagnini, come Giamberto Giorgi Mariani, Pietro Paolo Pighini o Ameri Chiari. Parlano di vita quotidiana in famiglia, in un ambiente contadino, come poteva essere la nostra zona 60 o 70 anni fa, sperduta tra le montagne, con mariti o mogli creduloni o ingenui che restano coinvolti in equivoci di ogni genere, creando situazioni comiche alle quali è difficile non ridere.
Ovviamente questo è dovuto anche alla bravura degli attori e delle ottrici come Ameri Chiari (che, oltre ad essere attrice, è anche scrittrice e regista), Daria Santini, Domenico Vanni, Pier Luigi Bacci, Costantina Nelli, Graziano Ciari… e molti altri.
A Vibbiana hanno presentato due atti unici: “Oh mà, che te deve dì” e “Spettegolando“. Tra i due atti sono state lette anche due poesie in dialetto garfagnino sul tema del fieno: una di Giamberto Giorgi Mariani e una del “Tonio della Nena”, nome d’arte di Michele Pennacchi (che ho conoscito, anche se ero piccola, perché era il mio vicino di casa; questa sua incredibile vena artistica la teneva ben nascosta, e non è stato facile scoprire che era lui!).
Questo passo nel passato viene fatto con consapevolezza, seguendo un filo conduttore che lega gli eventi alle stagioni della campagna e della vita contadina. “Un passo nel passato” è anche in nome della festa paesana di Corfino che ogni anno registra un numero incredibile di presenze.
La compagnia dell’Aschera nasce – e lo raccontano loro su Facebook – dopo l’esperienza di recitazione in dialetto delle “lavandaie” e dopo il successo ottenuto proprio durante quella festa. Le lavandaie erano proprio al lavatoio di Corfino e, mentre lavavano i panni, raccontavano storie e spettegolavano. Mi ricordo che andai qualche anno fà a Corfino proprio per vederle all’opera. Poi, negli ultimi anni, hanno sospeso la scena al lavatoio, ma spero che riescano a rifarla quest’anno. La festa è la prossima settimana, il 12 e 13 agosto.
Altre loro rappresentazioni sono “I Miraculi dal Canugiul” (elicriso), “Gosto e Mea” o «Steveme meglie quand’un eveme nulla» che racconta fatta legati alla transumanza di pecore e mucche verso gli alpeggi di Campaiana.
L’incasso della serata è stato devoluto all’associazione “Il ritrovo di Roberta”.
Seguitemi nella mia rubrica “Il teatro è servito”, ovviamente insieme a tutto quanto fa spettacolo – che passa anche per la compagnia dell’Aschera in dialetto garfagnino e il loro passo nel passato!

















