Ci sono progetti culturali che non solo raccontano storie, ma contribuiscono a rinsaldare il legame tra un territorio e la sua identità profonda. Zvanì, il nuovo film di Giuseppe Piccioni, è uno di questi: una pellicola che porta con sé l’onore e la responsabilità di dare volto e voce a uno dei personaggi più amati e simbolici di questa terra, Giovanni Pascoli. E lo fa non da lontano, ma scegliendo di girare proprio a Barga, nei luoghi reali dove il poeta visse, pensò e scrisse. Casa Pascoli, la loggia del Capretz, Palazzo Stefani e Casa Cordati sono stati il teatro silenzioso e potente di alcune delle riprese effettuate lo scorso ottobre. Una presenza discreta ma profondamente sentita, accolta con emozione e orgoglio dalla comunità barghigiana.
Il film, che debutterà in anteprima il 31 agosto 2025 al Festival del Cinema di Venezia nella sezione Confronti delle Giornate degli Autori, racconta un Pascoli diverso da quello scolastico e istituzionale. Diretto da Giuseppe Piccioni, con una sceneggiatura firmata da Sandro Petraglia, Lorenzo Bagnatori ed Eleonora Bordi, e interpretato da Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, tra gli altri, il film si presenta come un vero e proprio romanzo familiare, con la sorella Mariù al centro di una narrazione che intreccia vita, dolore, memoria e poesia.
La vicenda prende avvio nel 1912, con il treno che da Bologna conduce familiari, autorità e studenti verso il funerale del poeta. In quel viaggio, attraverso gli occhi di Maria (Mariù), si ricostruiscono i tasselli di un’esistenza segnata da traumi, tensioni familiari e successi pubblici, ma anche da una continua ricerca di equilibrio interiore. Il racconto si sviluppa tra memorie e apparizioni, in un’atmosfera che evoca la dimensione sospesa e simbolica della poesia pascoliana.
Il film non è solo un omaggio biografico: è una riflessione collettiva su ciò che resta di un uomo quando la vita finisce, ed è anche una lente per rivedere Barga attraverso una luce nuova, quella del grande cinema. Non è un dettaglio da poco che scene significative siano state girate proprio nei luoghi pascoliani reali: la casa di Castelvecchio, la loggia del centro storico, la piazza e le antiche dimore. Un tributo autentico e non costruito, che rende onore a un legame mai spezzato tra Giovanni Pascoli e Barga, la sua seconda patria.
Dopo la prima veneziana, il film arriverà nelle sale il 2 ottobre, per poi essere trasmesso successivamente su Rai 1. Sarà un’occasione preziosa non solo per riscoprire l’uomo Pascoli, ma anche per ammirare Barga nella sua bellezza raccolta, fatta di silenzi, pietra viva e poesia.