Un’occasione per custodire la memoria di una delle pagine più difficili vissute dalle nostre comunità e per riflettere sul valore della prevenzione, della solidarietà e della responsabilità collettiva.
L’Unione Comuni Garfagnana ha ospitato ieri pomeriggio (giovedì 2 luglio), presso la Sala SAST del Centro Intercomunale di Protezione Civile della Garfagnana in Loc. Orto Murato, la presentazione del libro “La fiducia nel fango – 19 giugno 1996. Alta Versilia: memoria e rinascita a trent’anni dall’alluvione” scritto da Elisabetta Lo Iacono e Paolo Fontanelli a 30 anni di distanza dall’alluvione che colpì l’Alta Versilia e Garfagnana con un tragico bilancio di 14 vittime e ingenti danni subiti da diversi paesi tra cui Cardoso e Fornovolasco.
L’incontro è stato introdotto dal Sindaco del Comune di Fabbriche di Vergemoli Michele Giannini che ha voluto esprimere sincera gratitudine verso tutti coloro che, in quei drammatici giorni, contribuirono a riportare la comunità alla normalità. Il Sindaco del Comune di Castelnuovo di Garfagnana Andrea Tagliasacchi, nei suoi saluti, ha invece sottolineato l’aspetto umano della tragedia che ha lasciato un segno indelebile e profondo nel nostro territorio. Infine la Presidente dell’Unione Comuni Garfagnana Raffaella Mariani ha ricordato come la memoria non sia soltanto un doveroso esercizio di ricordo, ma un patrimonio da trasmettere alle nuove generazioni affinché la consapevolezza dei rischi e la cultura della protezione civile continuino a crescere e a rafforzarsi.
Si è quindi entrati nel vivo della presentazione con Paolo Fontanelli che, nel ricordare le figure di Paolo Giusti e Mauro Ciampa, ha cercato di ricostruire, da un punto di vista politico e amministrativo, quei fatidici giorni che hanno cambiato per sempre la storia del sistema di protezione civile regionale. “Il libro riprende l’immagine del fango – ha spiegato l’autore – come metafora della rabbia, della disperazione e della rassegnazione percepita dagli abitanti dopo l’alluvione; ma anche della fiducia conquistata, grazie all’apertura e all’ascolto del territorio, che ha portato alla rinascita dei paesi colpiti. La risposta delle Istituzioni fu immediata, così come fondamentale fu l’aiuto dei tanti volontari nei primi giorni dell’evento. Oggi non solo vogliamo conservare la memoria di quanto accaduto, ma anche sensibilizzare sull’importanza della prevenzione nel nostro presente dove permane il problema del rischio idrogeologico”.
All’autore sono seguiti i contributi e le riflessioni dell’Ing. Riccardo Gaddi, già Dirigente Responsabile della Protezione Civile della Provincia di Lucca, che ha evidenziato la fragilità del territorio provinciale lucchese ma anche la marcata sensibilità della classe dirigente che si è formata proprio affrontando sul campo queste calamità naturali; e del Prof. Roberto Giannecchini, Docente di Geologia Applicata all’Università di Pisa, che ha riportato la sua esperienza diretta di alluvionato e la portata eccezionale dell’evento di 30 anni fa, ricordando gli studi compiuti dall’università.
A chiudere la giornata il Responsabile del Settore gestione del territorio, forestazione, protezione civile e patrimonio dell’Unione Comuni Garfagnana Lorenzo Riccio che ha illustrato il Servizio di Protezione Civile dell’Ente, gestito in forma associata per tutti e 15 i Comuni del territorio, struttura di riferimento a livello sovracomunale e punto di supporto per i Sindaci dei Comuni che fanno parte del Centro Intercomunale nello svolgimento delle attività di competenza in materia di protezione civile.
Oggi il sistema di Protezione Civile della Garfagnana è uno dei fiori all’occhiello del territorio e si distingue a livello nazionale. Il Centro Operativo Intercomunale è un luogo che testimonia ogni giorno l’impegno delle Istituzioni, dei volontari e degli operatori che lavorano per la sicurezza del territorio e delle persone: un presidio che ricorda quanto sia importante trasformare l’esperienza e il ricordo degli eventi calamitosi in conoscenza, preparazione e capacità di risposta.
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1996-2026, la Garfagnana non dimentica: il ricordo dell’alluvione rivive nel libro “La fiducia nel fango”
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