back to top
Pubblicità
Redazione
ANNO XIVlunedì 31 Agosto 2026
borgo a mozzano

35 magliette azzurre nel giardino di San Francesco: il futuro della Misericordia è nei giovani

Una sera d’estate, uno splendido giardino racchiuso tra antiche mura francescane, centonovanta persone sedute a tavola e, soprattutto, trentacinque giovanissimi con addosso una maglietta azzurra e una parola che, da sola, racchiude un mondo di valori: Misericordia.

È stata una serata davvero particolare quella vissuta ieri sera nel giardino del Convento di San Francesco a Borgo a Mozzano, in occasione dell’iniziativa “A cena con la luna piena”, organizzata dalla Misericordia di Borgo a Mozzano nell’ambito del progetto “Estate dei giovanissimi”. Circa 190 i partecipanti, tra ospiti, genitori e familiari, che hanno riempito il grande spazio verde del convento, oggi sede della RSA per anziani. Tavoli apparecchiati sotto gli alberi, le antiche mura illuminate e tanta voglia di stare insieme hanno fatto da cornice a una serata semplice, ma capace di lasciare un bel ricordo.

I protagonisti, però, sono stati soprattutto loro: 35 ragazzini e ragazzine, immediatamente riconoscibili dalle inconfondibili magliette azzurre con la scritta “Misericordia”. Per una sera si sono messi alla prova sul campo, impegnandosi nel servizio ai tavoli e nei diversi compiti necessari per accogliere tante persone e permettere che tutto funzionasse nel migliore dei modi. Li abbiamo visti andare e venire tra i tavoli, collaborare, aiutarsi e assumersi ciascuno le proprie piccole responsabilità.

Dietro quella presenza non c’era soltanto il lavoro di una sera. C’era un percorso portato avanti durante l’estate, fatto di incontri e attività ai quali i ragazzi hanno partecipato con continuità e interesse. Un’esperienza accolta con grande favore anche dalle famiglie e dai genitori, soddisfatti nel vedere i propri figli coinvolti in un progetto capace di unire socializzazione, responsabilità e conoscenza concreta del volontariato.

Uno dei momenti più significativi è arrivato quando il governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano, Gabriele Brunini, ha consegnato ai ragazzi un attestato di partecipazione al progetto, riconoscendo l’impegno e l’assiduità dimostrati durante gli incontri e le attività. Ad accompagnare la consegna sono stati gli applausi dei presenti. Applausi meritati per questi giovanissimi che hanno scelto di dedicare una parte della loro estate a un’esperienza diversa, scoprendo da vicino cosa significhi appartenere a una Misericordia e, soprattutto, cosa voglia dire mettersi a disposizione degli altri.

Perché il volontariato si può raccontare e spiegare, ma probabilmente il modo migliore per trasmetterlo alle nuove generazioni è farlo vivere. Si può cominciare proprio così, da ragazzini, indossando una maglietta azzurra, lavorando insieme e scoprendo la soddisfazione che nasce dal sentirsi utili alla propria comunità.

Per chi scrive, la serata ha avuto anche un risvolto personale particolarmente piacevole. Ho rivisto tante persone che non incontravo da tempo, volti conosciuti con i quali negli anni ho condiviso momenti e pezzi di strada. Ritrovarli quasi inaspettatamente, ricevere tanti saluti e, soprattutto, sentire il loro affetto è stata per me una bella sorpresa. Sono quei momenti che ricordano quanto sia importante ritrovarsi, fermarsi a parlare e riscoprire rapporti che il tempo e gli impegni della vita possono aver allontanato, ma non cancellato.

Anche il luogo ha contribuito a rendere speciale tutto questo. Il Convento di San Francesco, fondato dai Francescani dell’Osservanza nel 1523, rappresenta da secoli uno dei luoghi più significativi di Borgo a Mozzano. Oggi ospita la RSA per anziani della Misericordia e continua quindi, pur in forme diverse rispetto al passato, ad essere luogo di accoglienza e di servizio.

Forse c’è un’immagine che più delle altre racconta il significato della serata: i più giovani impegnati proprio nel luogo dove ogni giorno ci si prende cura degli anziani. Generazioni diverse che si incontrano idealmente nello stesso giardino, dentro mura che hanno attraversato cinque secoli di storia.

C’è poi una ricorrenza che rende questa esperienza ancora più suggestiva. Il 2026 segna gli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, avvenuta nel 1226. Allora viene spontaneo pensare che, se potesse affacciarsi oggi su questo convento che porta il suo nome, San Francesco sarebbe contento di vederlo così vivo. Non soltanto un luogo nel quale custodire la memoria del passato, ma uno spazio capace ancora di accogliere, far incontrare le persone e avvicinare i più giovani ai valori della fraternità, della solidarietà e del servizio.

Forse il ricordo più bello di “A cena con la luna piena” rimarrà proprio questo: un antico convento francescano illuminato nella notte, centonovanta persone riunite attorno ai tavoli e 35 magliette azzurre che si muovono nel giardino. Un’immagine semplice, ma piena di significato: il passato che incontra il futuro, nel segno della Misericordia.

Dalla homepage

Ultimi articoli in Associazioni e terzo settore