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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
ciclismo

Giro d’Italia, molto più che una corsa: un intero territorio in mostra

Una tappa del Giro, quella odierna, che sarà annoverata sicuramente tra le più belle ed impegnative dell’edizione 2025, lasciando probabilmente una buona dose di tossine nei muscoli dei ciclisti.

Esaurito l’avvincente tema sportivo, il Giro in Valle del Serchio resterà a lungo nei cuori di tutti, divenendo ben più di un evento agonistico, piuttosto una grandissima vetrina per tutto il territorio.

Dal comune di Borgo a Mozzano fino alla terribile salita di San Pellegrino in Alpe, un’intera comunità si è riversata in strada: scuole chiuse, strade vietate al transito per diverse ore, uffici e attività commerciali ad orario ridotto o comunque semi deserte, con le condizioni meteorologiche che hanno favorito l’afflusso.

Così la tappa è divenuta una grande festa popolare. La rotatoria di Valdottavo è divenuta una sorta di palco rialzato per assistere da una visuale privilegiata all’ingresso in Valle della carovana rosa. Si percorre la Fondovalle a velocità alte, una Fondovalle tirata a lucido per l’occasione, con tutte le strade asfaltate, pulite dalle erbacce, dalle piante: la Valle del Serchio era senza dubbio la proverbiale “Valle del bello e del buono”, ed anche del pulito!

Il Giro è anche vetrina per la comunità: più che le istituzioni, che si sono limitate a qualche striscione del genere “Pieve Fosciana saluta il Giro”, sono state le associazioni e i cittadini ad affilare le armi dell’ironia e della fantasia ed affidare ad uno striscione il proprio messaggio. Si va dal saluto alla mamma o alla fidanzata, agli sfottò calcistici (non ripetibili gli apprezzamenti alle squadre di calcio, in primis Juventus ed Inter), alla promozione di squadre locali, come il G.S. Cerretoli o il G.S. Orecchiella Garfagnana, ma ci si ispira anche a tempi di respiro sociale ed internazionale. Sulle salite tra la Boccaia e il G.P. della Montagna compaiono gli striscioni del gruppo Apuane Libere “Stop all’eccidio apuano”, e tanti striscioni, scritte sull’asfalto del gruppo “Palestina Libera”, con tante bandiere a supportare i colori dello Stato mediorientale.

C’è tanta ironia da parte dei cittadini nel ringraziare il Giro per il regalo, spesso insperato, dell’asfalto nuovo, degli sfalci delle erbacce sui poggi e lungo le strade; c’è anche tanta passione per il ciclismo, con scritte e striscioni che omaggiano l’indimenticato Marco Pantani. Tante famiglie, tantissimi bambini, con le magliette e i cappellini rosa hanno contribuito al clima di festa collettiva.

Insomma un Giro per tutta la comunità, in cui tutto è girato come un ingranaggio impeccabile. Merito dell’organizzazione ed anche delle tante associazioni di volontariato che hanno supportato le forze dell’ordine e il servizio gara nella logistica e nella chiusura di ogni strada e via di comunicazione, grande o piccola che fosse.

Foto di Nicola Tognetti

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