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Redazione
ANNO XIVlunedì 26 Ottobre 2026
pieve fosciana

Il sindaco, il volontario, il maestro: un’intera comunità saluta Francesco

Se è vero che il bene che si dà, prima o poi, ritorna, allora Francesco Angelini, di bene, ne ha ricevuto tanto in vita. Tantissimo.

Politico, amministratore, insegnante, volontario: tutti lati di una stessa medaglia che mostra l’umanità come unica faccia. Aveva 71 anni. Se ne è andato via troppo presto. Tanto aveva ancora da dare e da ricevere dall’affetto di chi, toccato dalla sua generosità, sperava di avere ancora il tempo di restituirgliene una parte.

Quanta gente oggi a Pieve Fosciana per l’ultimo saluto. Una fiumana. Una folla coloratissima di divise, di tricolori, di fasce, di stendardi. Di volti affranti dal dolore. Increduli, ancora, per la scomparsa di Francesco. Un vuoto difficile da colmare, il suo, per la comunità – pievarina e non solo – che vedeva in lui un punto di riferimento e un amico.

La bara, esposta all’ex convento di Sant’Anna, è stata accompagnata fino alla chiesa di San Giovanni Battista – la stessa dove Francesco è cresciuto ed ha ricevuto i sacramenti – da un lungo corteo di autorità (politiche, militari e religiose), volontari e cittadini capeggiati, a loro volta, dai drappi della provincia di Lucca, delle due unioni dei comuni della Garfagnana e Media Valle, dei comuni della Valle del Serchio e delle varie associazioni locali.

Davanti alla pieve, nel centro del paese, una piazza gremita e una chiesa stracolma ad attendere la salma. La cerimonia – officiata dal nipote don Luigi Angelini, presbitero, assieme al parroco locale, don Riccardo Micheli, a don Gilberto Filippi, a mons. Michelangelo Giannotti, alla presenza di tanti altri confratelli – ha visto nell’omelia il suo momento più toccante.

Don Luigi ha parlato a cuore aperto dello “zio Francesco” tradendo una naturale emozione: “È stato un grande sognatore, che ha avuto la forza e il coraggio di sfidare i potenti con la semplicità e il sorriso. Una vita al servizio degli altri. Un affetto per i suoi alunni che è sempre stato ricambiato in quanto ha saputo parlare il loro stesso linguaggio. Lo zio ci ha insegnato la misura dell’amore. La sua testimonianza deve essere raccolta e portata avanti”.

In apertura della messa, i parroci hanno voluto leggere le parole che l’arcivescovo della diocesi di Lucca, mons. Paolo Giulietti, ha scritto ricordando quella “passione per l’umanità” che alimentava Francesco. Quindi i contributi commuoventi di Annarita Fiori, la presidente del consiglio comunale di Pieve Fosciana, di Raffaella Mariani, presidente dell’Unione Comuni Garfagnana, del presidente del C.A.V. Amerino Pieroni, della compagnia Le Tre Melarance. Tutti volti a sottolineare il lascito tangibile di questa persona votata al bene comune.

In prima fila i familiari – la moglie Daniela, le figlie Francesca e Sara, la nipotina, il fratello Valerio – e le istituzioni: dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani al presidente della provincia di Lucca Marcello Pierucci, fino all’assessore regionale Stefano Baccelli, al consigliere regionale Mario Puppa e ai due consiglieri provinciali Patrizio Andreuccetti e Andrea Carrari. Poi c’erano gli amministratori dei comuni della valle e delle due unioni.

Un abbraccio – sentito e collettivo – per un uomo buono che ha lasciato un segno profondo in chi lo ha conosciuto e che merita, per questo, di essere ricordato.

Ciao Francesco, insegna agli angeli la bontà della tua dottrina.

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