Riceviamo e pubblichiamo questa lettera del gruppo Palestina Libera Garfagnana che, considerando l’insostenibile situazione della Palestina, ha deciso di inviare una lettera di richiesta ai sindaci e a tutti gli amministratori comunali dei comuni della Garfagnana e Media Valle del Serchio, al fine di chiedere di fare pressione a tutti gli enti governativi preposti per un cessate il fuoco immediato, il riconoscimento dello Stato di Palestina, l’interruzione delle forniture belliche a Israele, il rispetto delle risoluzioni Onu ed altre:
“Sono ormai 146 su 193 Stati membri delle Nazioni Unite che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, entro i confini antecedenti la guerra del 1967 e con Gerusalemme capitale condivisa, quale passo fondamentale per una equa soluzione politica del conflitto che porti ad una pace duratura tra Israele e Palestina.
Di fronte alle attuali vicende di Gaza e Cisgiordania è sempre più urgente esercitare una mediazione attiva per la fine della occupazione militare israeliana e della colonizzazione dei Territori Palestinesi e per il rispetto dei diritti umani e del Diritto Internazionale in tutto il territorio palestinese.
Ci rivolgiamo quindi al consigli comunali perché con atto formale si impegni a chiedere al Governo Italiano: il cessate il fuoco immediato; l’apertura immediata dei valichi per l’ingresso degli aiuti umanitari e la loro gestione da enti internazionali preposti e ONG non collegate ad Israele e USA; di riconoscere a tutti gli effetti lo Stato di Palestina come entità sovrana nei confini precedenti alla occupazione del 1967; di impiegare tutti gli strumenti politici, diplomatici e di Diritto Internazionale per fermare l’invasione di Gaza, la colonizzazione dei Territori Palestinesi Occupati; lo smantellamento delle colonie illegali; l’interruzione da parte del Governo Italiano di forniture belliche a Israele; l’interruzione della cooperazione tra Esercito Italiano e Esercito Israeliano per l’addestramento di quest’ultimo.
E infine: il rispetto dei mandati della Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra verso i membri del Governo di Israele e l’esecuzione dei mandati di arresto per i colpevoli se presenti in territorio italiano e di conseguenza l’interdizione a questi di sorvolo dello spazio aereo italiano; l’interdizione di sorvolo dello spazio aereo italiano per fini bellici; l’interruzione della collaborazione tra le università pubbliche italiane con Israele per lo sviluppo di progetti (cybersecurity, biotecnologie, informatica etc..) destinati a finalità militari e belliche; la gestione allo stato Palestinese dei giacimenti di gas e petrolio situati nelle aree marittime della striscia di Gaza (zona G) in quanto appartenenti alla Palestina“.