Un’iniziativa lodevole, un lavoro davvero coinvolgente. Una lettura capace di far quasi toccare con mano storie che vorremmo non fossero mai accadute.
Un emozionante evento, quello di ieri sera, in piazza Carli a Castelnuovo di Garfagnana. Il secondo atto del festival “Mont’Alfonso sotto le stelle 2025” è stato incentrato nuovamente sul tema della memoria.
Al centro della narrazione un libro: “La Resistenza in Lucchesia, racconti e cronache della lotta antifascista e partigiana” edito da Maria Pacini Fazzi, pubblicato per la prima volta nel 1965 in occasione del ventennale della Liberazione dai Quaderni del Ponte di Piero Calamandrei, e ristampato, di recente, da Francesca Fazzi.
Alcuni brani del volume sono stati narrati sotto forma di lettura scenica su iniziativa della Compagnia Arca Azzurra con Dimitri Frosali che ha curato la regia, Rebecca Fanucchi, Caterina Paolinelli e Francesco Nutini e con gli allievi dell’Accademia Vittorio Alfieri: Celeste Canali, Aurora Martinelli, Manuel Pellegrini e Viola Russo.
Andrea Tagliasacchi, sindaco di Castelnuovo, ha ringraziato Francesca Fazzi per questa importante ripubblicazione. L’editrice lucchese ha raccontato dell’opera e del suo importante valore sia storico che documentale: non una semplice antologia né un’ opera puramente commemorativa. Un libro doppio: da una parte la narrativa, con 15 racconti firmati da scrittori della Lucchesia che raccontano fatti di sangue realmente accaduti tra il 1921 e il 1945; dall’altra, la cronaca storica e documentale degli eventi.
Fazzi ha raccontato, poi, del quadro scelto per la copertina del libro, a cura di Fausto Maria Liberatori, che ha ricordato di aver sempre visto in casa dei suoi fin da quando era bambina: un quadro drammatico, dedicato alla strage di Sant’Anna di Stazzema.
Ha dichiarato la Fazzi: “Mi auguro che molti giovani leggano questa scrittura, legata ad un realismo al quale la letteratura di oggi ci ha un po’ disabituato. Questo modo di scrivere riesce a coinvolgerci e a farci rivivere in maniera molto coinvolgente quella che è una parte della nostra identità storica. Sono veramente curiosa, quindi, di vedere che cosa uscirà da questo palco e sono sicura che sarà qualcosa di molto bello, di molto forte che ognuno di noi potrà portare con sé. Per cui ringrazio il sindaco e la compagnia Arca Azzurra per l’iniziativa”.
Ed è successo proprio questo. I quattro racconti recitati fanno parte dei 15 e sono particolarmente significativi: “Le pietre rosse” di Silvio Micheli, “Sant’Anna di Versilia” di Manlio Cancogni, “Tocco di chitarra per Scipione” di Mario Tobino e “La repubblica di Luciano” di Carlo Pellegrini.
Il racconto più toccante è quello che racconta la strage di Sant’Anna di Stazzema, con particolari veramente agghiaccianti sull’uccisione di bambini e sul maltrattamento dei cadaveri. Fatti che molti non conoscono o che, forse, conoscono ma in una versione più edulcorata. Scioccanti.
Gli attori – tutti bravissimi – hanno davvero fatto rivivere al pubblico queste quattro storie riportandolo indietro in un tempo che non ha vissuto. Un tempo dove alcuni – e, diciamolo, i fascisti – si permettevano di prevaricare gli altri con la forza e con le armi, in modo totalmente impunito, su chiunque avesse un pensiero diverso. E il brano di Tobino dedicato a Scipione di Viareggio, in questo senso, ne è l’esempio.
Racconti che non sono purtroppo dissimili a quello che sta succedendo oggi, vicino a noi, dove molti valori civili sono andati perduti. Purtroppo.
Foto di Roberto Rocchiccioli













