È andato in scena ieri sera, per il festival “Mont’Alfonso sotto le Stelle”, lo spettacolo di Francesco Repice “Ci vediamo alla radio” a Castelnuovo di Garfagnana.
Uno spettacolo teatrale a tutti gli effetti. Le condizioni meteo, purtroppo, non erano troppo favorevoli. L’evento inizialmente previsto in Piazza Carli, è stato quindi spostato al Teatro Alfieri. Il pubblico ha risposto però in maniera numerosa, anche perché gli appassionati di calcio – si sa – sono tanti.
Repice è ancora un giornalista di spicco, quando si parla di calcio. Ha infatti raccontato delle storiche radiocronache di “Tutto il calcio minuto per minuto”, iniziate nel 1960, condotte da epici personaggi come Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Franco Rosi, Bruno Pizzul, Bruno Gentili e lui stesso.
Ovviamente il calcio, o meglio – come lo ha chiamato Repice – “il pallone”, è stato il protagonista indiscusso dei molti aneddoti che ha raccontato; ma ci sono state anche incursioni in altri sport, con protagonisti radio o telecronisti di questo e di altri continenti.
Il suo mantra è stato: “Non si vede con gli occhi, ma con le orecchie“. E questo perché le radiocronache di quel periodo potevano catapultare l’ascoltatore direttamente lì, sul campo, e fargli vivere gli eventi in diretta, proprio come se fosse davvero allo stadio, in un periodo, quello degli anni ’60-’70, ma anche ’80, quando le partite si svolgevano tutte contemporaneamente la domenica pomeriggio e non era sempre possibile partecipare anche per i tifosi più accaniti.
Alcuni aneddoti sono stati particolarmente divertenti, come quello che ha come protagonista Bruno Gentili che si trova con Sandro Ciotti a fare una radiocronaca di una partita di coppa tra la Roma e una squadra scozzese, il Dundee United. Per una serie di disguidi, sia Gentili che Ciotti arrivarono ad iniziare la cronaca senza avere i nomi dei giocatori scozzesi in campo. “Al ché Bruno – racconta Repuce –, intimorito di essere con Ciotti (un esempio, un mostro sacro, un maestro del mestiere) si inventa di sana pianta i nomi dei giocatori scozzesi, sostituendoli con altrettanti whisky scozzesi. Alla fine del primo tempo, Bruno era preoccupato di quello che gli poteva dire Ciotti, e – racconta ancora Repice – Ciotti gli disse: bravo Bruno, è così che si fa. Alla radio non si può mai stare in silenzio!“
Un altro episodio interessante ha ancora un giornalista sportivo come protagonista: Francesco Pasini, ma questa volta “il pallone” non c’entra. “Pasini riuscì ad entrare, – ricorda Repice – nel villaggio Olimpico a Monaco nel 1972, aiutato da alcuni atleti italiani e si trovò in mezzo al rapimento, degli atleti israeliani, da parte del gruppo terroristico “Settembre nero”. Era l’unico giornalista presente nel villaggio e, per comunicare la notizia alla Rai, che, poi, la diffuse al mondo, gli bastò trovare un telefono fisso nel villaggio e, con quello, rimase in contatto raccontando i fatti in diretta“.
Questi sono due dei tanti aneddoti che Repice ha raccontato e che hanno spaziato da Maradona – e il suo famoso goal di mano – alla radiocronaca di quando Benvenuti vinse un titolo mondiale nel pugilato, passando ovviamente dai giornalisti sportivi che erano i protagonisti e che sapevano raccontare lo sport alla radio.
Racconta Repice che fu proprio Sandro Ciotti ad insegnargli il mestiere e a fagli capire che “un radiocronista è qualcuno che può darti un’immagine anche se tieni gli occhi chiusi“.
Le storie di Repice sono interessanti e vere, raccontano un mestiere che ha la radio come protagonista e che è ancora in grado di coinvolgere ed attrarre le persone e di poter competere con i mezzi visivi, per le suggestioni che riesce a stimolare.
“Ci vediamo alla radio“, appunto!
Foto di Roberto Rocchiccioli









