Ad un anno di distanza dal primo sit – in difesa della sanità pubblica e per il ripristino del punto di primo soccorso di Borgo a Mozzano, i volontari del Comitato Ambiente e Salute di Diecimo sono tornati sulla via Provinciale per ripetere l’iniziativa.
Partendo dalla zona industriale di Diecimo e proseguendo fino alla centrale Enel del capoluogo, diversi promotori del comitato hanno esposto i loro striscioni di protesta, scegliendo un giorno ed un orario significativi, quelli di maggior transito di turisti e vacanzieri sulla strada più trafficata. Come dire, anche se andate a rilassarvi, non dimenticate i problemi del territorio, come lo è la salvaguardia della salute e la sanità pubblica.
Per il Comitato ci spiega il senso dell’iniziativa una delle promotrici, Lucilla Petrucci: “Siamo qua perché da tempo il Comitato vuole sensibilizzare sullo stato della sanità territoriale, che non esiste più. Si continua a prospettare soluzioni e nuove strutture come le Case della Salute ma in realtà si sta togliendo ciò che già c’era. Come il punto di primo soccorso a Borgo a Mozzano, e poi ci lamentiamo della congestione dei pronto soccorso. Siamo qua ad un anno dal primo sit in perché la situazione è invariata, nonostante le tante chiacchiere”.
La vostra protesta va avanti ormai da due anni: non temete che vada nel dimenticatoio? “Non credo, perché noi abbiamo portato avanti questa battaglia con diverse iniziative, raccolte firme, interventi, Il problema è che non c’è ascolto dall’altra parte. Siamo stati a Lucca ad incontrare l’assessore regionale alla sanità a consegnargli le firme raccolte ma non abbiamo avuto risposta. Adesso che ci sono le elezioni regionali tutti sembrano interessati ma non è così che si risolvono i problemi. I politici sono al loro posto perché hanno il mandato dei cittadini e non si dovrebbero permettere di non concedere un incontro quando viene chiesto, è una vergogna”.
A sostenere i cittadini scesi in strada, anche i consiglieri comunali di minoranza Maria Lotti e Yamila Bertieri. Ci dice quest’ultima: “Fin da subito abbiamo espresso il nostro dissenso al modello fallimentare regionale che ha dimostrato di non funzionare. Vi è il concreto rischio di rimanere senza una assistenza sanitaria adeguata nel poter risolvere i problemi delle popolazione. Una buona sanità deve essere al fianco delle persone e ai loro bisogni ma, dopo la chiusura del punto di Promo soccorso, nonostante la pressione dei cittadini non è stata trovata dalle istituzioni un’alternativa valida”.




















