Domenica 3 agosto si è rinnovato, al Casone di Profecchia (Castiglione di Garfagnana), l’appuntamento con la Sagra Pascoliana del Passo delle Forbici, giunta quest’anno alla 93esima edizione. Un evento di lunga tradizione, nato nel 1932, che intreccia cultura, memoria storica, spiritualità e paesaggio, nel segno di Giovanni Pascoli e del suo legame profondo con l’Appennino.
L’incontro si è svolto all’interno della chiesina del Casone, a causa delle condizioni meteo e del freddo, ma non ha impedito una bellissima partecipazione e un’atmosfera sentita e raccolta.
La giornata si è aperta alle ore 10 con il professor Pietro Paolo Angelini che poi ha lasciato la parola alle autorità. Subito dopo l’intervento della dott.ssa Sara Moscardini, che ha incantato i presenti con un approfondimento su Giovanni Pascoli tra “La morte del Papa” e “La Porta Santa”, ponendo in dialogo la produzione poetica pascoliana con due eventi di grande attualità nel 2025: l’Anno santo e la recente scomparsa di papa Francesco.
Moscardini ha guidato i presenti alla scoperta di tre testi di forte impatto simbolico e spirituale: Ad Leonem XIII, La Porta Santa e La morte del Papa, dove Pascoli esprime – già all’alba del Novecento – sentimenti di angoscia collettiva e riflessioni sul futuro, sulla fede e sull’esclusione del popolo dalla “realtà dell’oltre”. Un momento di intensa suggestione letteraria e umana.
A seguire, la presentazione del volume “Lisel e lo Stregone” di Luigi Bonaldi, curato dal professor Pietro Paolo Angelini.
Alle ore 12.30 è stata celebrata la Santa Messa alla chiesina del Casone. Al termine della funzione è stata ricordata anche la strage del 2 agosto 1944, quando i soldati tedeschi attaccarono i partigiani della Repubblica di Montefiorino: un richiamo forte all’importanza della memoria, come ha sottolineato Lucia Rossi, sindaco di Careggine, nel suo intervento.
Proprio Lucia Rossi, sindaca di Careggine, in rappresentanza dell’Unione dei comuni, ha evidenziato come la Sagra Pascoliana, attraverso i suoi oltre 90 anni di vita, abbia saputo attraversare i grandi cambiamenti della storia, dalla seconda guerra mondiale fino agli attuali conflitti – dalla guerra in Ucraina alla tragedia di Gaza – senza mai perdere il suo significato originario: quello di coltivare il pensiero, la cultura e la memoria in un contesto naturale che ispira raccoglimento e riflessione.
Nel pomeriggio, alle ore 16, si è tenuta la visita guidata al Giro del Diavolo, prima di trasferirsi, alle 17.30, al Cippo di Alfredo Caselli in località Pradaccio (San Pellegrino in Alpe) per l’omaggio pomeridiano, sempre molto atteso. Il prof. Pietro Paolo Angelini ha proposto una riflessione sul tema: “L’amore di Alfredo Caselli per la montagna lucchese”, ripreso dal volume Castiglione terra amata di Garfagnana, ricordando il legame tra Caselli e Pascoli.
A chiudere la giornata, un aperitivo al tramonto al Pradaccio, nel segno della condivisione e della bellezza del paesaggio montano.
Hanno preso parte all’iniziativa numerose realtà del territorio:
– Comune di Castiglione di Garfagnana, con l’assessora Agnese Ugolini
– Comune di Barga, con il consigliere Sergio Suffredini
– Unione comuni Garfagnana rappresentati da Lucia Rossi
– Parrocchia di Castiglione
– Fondazione Paolo Cresci, con la presidente Ave Marchi
– Fondazione Giovanni Pascoli, rappresentata da Alessandro Adami
– Istituto storico lucchese con Sara Moscardini
– Unitre Barga
– Fondazione banca del monte di Lucca, con il presidente Andrea Palestrini
– Accademia del Frignano, con il presidente Livio Migliori
– Fondazione Ricci
Una giornata che conferma quanto l’eredità di Giovanni Pascoli – poeta del quotidiano, del simbolico, della natura – sia ancora viva e in grado di parlare al presente, offrendo chiavi di lettura per comprendere le sfide del nostro tempo.