Non fatevi ingannare dai colori vivaci, quasi allegri, della pittura di Elvira. Fatevi catturare, piuttosto, dalla potenza espressiva dei suoi soggetti. Dal dramma umanitario che emerge con forza sotto l’innocuità apparente della policromia.
Quando si osserva un suo quadro, è impossibile rimanere indifferenti. Il dolore si manifesta subito. Senza filtri. La violenza è una pennellata blu del colore dell’oceano. La morte, lo sfondo rosso fuoco del cielo.
Sono quasi tutti personaggi senza volto quelli che attraversano il cammino della speranza alla ricerca di un futuro di pace, mai promesso. Un intero popolo in viaggio, senza destinazione, sulle onde di un mare scuro e minaccioso. Una processione di innocenti, tutti condannati su un patibolo di sabbia. Sterminato, rovente. Dorato.
Le macerie di Gaza sono ciò che rimane sulla tela. La negazione dell’antico patto di fratellanza, nel quale dovremmo tutti riconoscerci. La civiltà non più decadente, ma ormai decaduta. Una barca affonda e un uomo vi si aggrappa come fosse un libro aperto che sta per chiudersi. I corpi denudati scoprono la vergogna che si sta consumando nel mondo. Un bimbo si riflette nell’acqua e non trova la sua effige. Il destino, per lui, è già scritto. Si abbandona ad un sonno eterno sulla battigia.
Raccontare cos’è la mostra “Eppure siamo fratelli!!!“, inaugurata oggi nella Rocca Ariostesca di Castelnuovo di Garfgnana e patrocinata dal comune, significa abbandonarsi alle emozioni che suscita la pittura di Elvira Colognori.
C’è l’attesa sulla nave, sotto il sole cocente, di sguardi rivolti verso il basso. Come chi sconta una punizione ingiusta. O patisce una pena non sua. Ci sono palazzi di rottami, fondali inquinati, maschere antigas. Tutto si gioca sul filo della precarietà. Come i soldati di Ungaretti che cadono dagli alberi simili a foglie in autunno. Una condizione ermetica dell’esistenza. Fragile e tremante.
Il taglio del nastro è stato onorato dalla presenza del sindaco Andrea Tagliasacchi, dal presidente del consiglio comunale Niccolò Roni, dal consigliere regionale Mario Puppa, dal pittore castelnuovese Sergio Suffredini, da Michela Innocenti oltre che da una serie di altri amici e sostenitori dell’artista.
La mostra è da vedere. Anzi da vivere. Ed è possibile farlo da oggi al 31 agosto, con orario 10-12 e 16-19, con aperture serali (21-23) durante tutta la “Settimana del Commercio”, ovvero fino al 23 agosto.
Nietzsche scriveva: “Se scruti troppo a fondo l’abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te“. Ebbene. Scrutare l’abisso in cui è sprofondato l’uomo contemporaneo, significa anche scrutare dentro noi stessi. Un processo doloroso, ma essenziale, che impone di guardarsi allo specchio. Senza veli e ipocrisie. Con il coraggio di chi affronta i propri mostri a viso aperto, senza voltarsi dall’altra parte.
Foto di Elisa Togneri
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Elvira Colognori espone in Rocca: i colori accesi di un’umanità sospesa
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