Un sito, accessibile solo tramite registrazione, che raccoglie foto di ragazze della zona prese, senza consenso, dai loro profili social e commentate dagli utenti – perlopiù anonimi – con toni volgari e offensivi.
È una vicenda a dir poco inquietante quella che sta scuotendo le comunità di Barga e della Garfagnana.
A scoprirlo sono state alcune giovani del posto che, subito, si sono allarmate di fronte ad un fatto così grave che non si limita al solo furto di immagini, ma che si estende alla circolazione, non autorizzata, di informazioni private delle vittime: sul sito, infatti, viene indicato dove abitano, dove vengono viste, persino come erano vestite durante momenti di vita quotidiana – in farmacia, al supermercato o per strada.
Una violazione della privacy che si trasforma in una vera e propria minaccia alla sicurezza personale.
Il fenomeno, purtroppo, ricorda da vicino lo scandalo che ha scosso l’Italia solo qualche giorno fa, con il gruppo Facebook “Mia moglie”, dove gli utenti condividevano foto intime delle proprie consorti senza il loro assenso, gettandole in pasto a soggetti privi di scrupoli.
Anche in questo caso, si ripropone la stessa dinamica: ragazze comuni, inconsapevoli, diventano bersaglio di abusi online.
Questi episodi devono essere denunciati con forza. È importante che chiunque si trovi coinvolto non rimanga in silenzio, ma si rivolga immediatamente alle forze dell’ordine. Esistono strumenti legali per perseguire tali reati: la condivisione non autorizzata di immagini e informazioni personali costituisce una violazione della privacy e può configurare ipotesi di reato legate allo stalking e alla diffusione illecita di dati sensibili.
Sul tema è intervenuto anche il maggiore Biagio Oddo, capitano della compagnia dei carabinieri di Castelnuovo di Garfagnana, che, interpellato da La Gazzetta del Serchio sulla questione, ha ricordato: “È fondamentale rivolgersi alla polizia postale che in questo caso è l’interlocutore privilegiato, ma ciò non toglie che vi possiate rivolgere a qualunque stazione carabinieri e uffici di polizia locale”.
Allo stesso tempo, è fondamentale invitare tutti – soprattutto i giovani e, in particolar modo, le ragazze – a fare attenzione alla gestione dei propri profili social, senza che questo significhi colpevolizzare chi subisce. Le responsabilità, lo ribadiamo, sono esclusivamente di chi compie questi atti spregevoli.
Questa vicenda mette in luce un problema che non riguarda solo le grandi città o i casi di cronaca nazionale, ma che può verificarsi anche nei piccoli paesi. È un fenomeno che mina la fiducia e la serenità delle comunità, ma che può e deve essere contrastato con la collaborazione di tutti.
La solidarietà deve andare alle ragazze coinvolte, che vivono l’umiliazione di vedersi esposte senza consenso. E il messaggio deve essere chiaro: non voltarsi dall’altra parte, ma denunciare e sostenere chi è vittima.
Cosa fare se sei vittima o se conosci qualcuno coinvolto:
• Polizia Postale: segnalare immediatamente attraverso il sito www.commissariatodips.it o recandosi presso le sedi competenti.
• Numero nazionale antiviolenza e stalking 1522: attivo 24 ore su 24, gratuito e multilingue.
• Centri Antiviolenza della provincia di Lucca: offrono supporto psicologico e legale.
• Carabinieri e Polizia di Stato: sporgere denuncia è fondamentale per attivare le indagini.