«Se vogliamo far ripartire davvero la Toscana, dobbiamo rimettere artigiani, commercianti, agricoltori, manifattura e turismo al centro delle politiche regionali». Così Massimiliano Simoni, candidato al consiglio regionale per la Lega, lancia la sua linea sul sostegno alle imprese in vista delle elezioni regionali. «Negli ultimi anni troppi imprenditori hanno dovuto scegliere tra resistere o chiudere. Non servono slogan: servono decisioni rapide e misurabili».
Simoni parte dai problemi concreti che gli operatori economici segnalano ogni giorno: burocrazia che rallenta, costi energetici e delle materie prime ancora pesanti, difficoltà di accesso al credito, infrastrutture e connessioni da modernizzare, soprattutto nei territori periferici. «Una Regione che funziona — spiega — è una Regione che risponde in tempi certi: autorizzazioni più veloci, sportelli realmente efficaci per chi investe, bandi chiari e cicli di pagamento puntuali. L’impresa chiede affidabilità, non carte bollate».
La ricetta, nella visione leghista proposta da Simoni, punta su tre assi: riduzione degli oneri e delle attese amministrative, spinta agli investimenti produttivi (innovazione, digitalizzazione, transizione energetica sostenibile) e credito agevolato con garanzie pubbliche per chi assume, innova e resta sul territorio. «Dobbiamo far tornare conveniente produrre in Toscana. Questo significa accompagnare le aziende nella trasformazione tecnologica, sostenere chi esporta e rafforzare le filiere: dall’agroalimentare di qualità all’artigianato artistico, fino alla ricettività diffusa e ai distretti turistico-culturali. Ogni euro investito in impresa è un euro investito in lavoro».
Accanto a Simoni c’è la squadra nazionale: il vicesegretario federale Roberto Vannacci e il segretario Matteo Salvini. «Con Vannacci portiamo una cultura dell’efficienza e del risultato; con Salvini confermiamo una linea chiara: meno tasse occulte, più infrastrutture, più sostegno a chi crea occupazione. La destra sta con chi rischia in prima persona e dà lavoro, non con l’assistenzialismo che illude e non risolve».
Il candidato lucchese rivendica un metodo: obiettivi, tempi e trasparenza. «Nei primi cento giorni proporremo un calendario stringente per dimezzare i tempi delle pratiche più richieste dalle imprese, un fondo regionale dedicato a innovazione e risparmio energetico per le PMI, e un patto con il sistema del credito per sbloccare finanziamenti a chi assume giovani e stabilizza i contratti. Al tempo stesso, lavoreremo con i Comuni per alleggerire tributi locali su chi investe in rigenerazione di capannoni e negozi, e con le categorie per costruire bandi davvero accessibili».
Identità. «Le nostre eccellenze non sono solo pilastri economici: sono l’identità viva della Toscana — i mestieri, i saperi, i borghi, i paesaggi che ci rappresentano nel mondo. Sostenere l’impresa significa difendere e valorizzare la nostra identità. Con la Lega al governo della Regione, lavoro, impresa, sviluppo e identità tornano parole chiave: meno burocrazia, più crescita, più orgoglio toscano».
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