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Redazione
ANNO XIVgiovedì 10 Settembre 2026
intervento

Difendiamo il territorio: “Rischio diffusione Dengue nelle aree umide”

Zanzare, nuovi casi di Dengue in Toscana. Dopo Pisa ora anche a Orentano, nel territorio del Consorzio 1 Toscana Nord.

A denunciarlo è la consigliere Maria Teresa Baldini che mette in evidenza i rischi di diffusione della zanzara Dengue nelle aree umide della Toscana ed in particolare nel Bientina.

“Questi casi – esordisce la consigliere – richiedono un’attivazione rapida e concreta da parte dei comuni e del consorzio in particolare per l’area umida del Bientina che, per le sue caratteristiche, può essere a rischio proliferazione della zanzara”.

“Esprimo il mio pieno plauso al sindaco di Pisa Michele Conti per aver chiesto con forza alla Regione Toscana più autonomia e strumenti per i comuni sul fronte della prevenzione e del contrasto alle zanzare – afferma -. Alla luce del caso registrato a Pisa e del caso di Dengue registrato adesso a Orentano, nel comune di Castelfranco di Sotto è evidente che non possiamo più rincorrere l’emergenza con i soli interventi adulticidi quando i contagi sono già avvenuti. Serve prevenzione, serve continuità, servono risorse”.

“Il caso di Orentano – continua – assume inoltre un significato particolare perché si verifica all’interno del territorio di competenza del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord. Non siamo quindi più di fronte a un problema che riguarda soltanto territori esterni al comprensorio consortile: oggi un caso di Dengue si registra proprio in un’area nella quale il Consorzio opera e nella quale svolge le proprie funzioni di bonifica e manutenzione del reticolo idraulico”.

“Occorre che il consorzio, assieme ai comuni, si attivi rapidamente – dichiara – perché c’è il rischio che la zanzara trovi terreno fertile per riprodursi nell’area umida del Bientina. Come consigliere del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord avevo già sollecitato, con precedente comunicato stampa, il presidente e il Consorzio stesso ad attivarsi in modo più strutturale su questo tema. Oggi, alla luce del caso di Orentano, quella richiesta diventa ancora più urgente e concreta”.

“Il Consorzio – spiega Baldini – opera in quel territorio, ed è chiamato a fare la propria parte nella prevenzione, individuando e affrontando le situazioni che possono favorire la proliferazione delle zanzare, naturalmente in coordinamento con i comuni e con le autorità sanitarie.
Lo ribadisco oggi: i Consorzi di Bonifica hanno tra i loro compiti istituzionali la tutela della salute pubblica e la difesa del territorio. La manutenzione di fossi, canali, ristagni, aree umide, il controllo della vegetazione infestante non è solo una questione idraulica, è anche necessaria alla prevenzione sanitaria. Come fanno peraltro da tempo i consorzi in Emilia Romagna assieme agli enti locali”.

“Le zanzare – evidenza la consigliere -, a partire dalla Culex vettore del West Nile, si riproducono proprio dove la bonifica non arriva o arriva in ritardo. Chiedo quindi che il Consorzio 1 Toscana Nord si attivi immediatamente anche sul territorio di Orentano, mettendo a disposizione le proprie competenze e le proprie strutture per individuare eventuali focolai, ristagni e situazioni favorevoli alla proliferazione delle zanzare”.

“Il nuovo caso di Dengue – fa notare – dimostra che non è più sufficiente intervenire soltanto quando l’emergenza sanitaria è già esplosa. Chiedo quindi tre cose concrete: che il Consorzio 1 Toscana Nord istituisca un piano straordinario di prevenzione larvale in coordinamento con i comuni e le ASL, mappando i focolai a rischio e attivandosi in modo particolare nelle aree del proprio comprensorio dove si sono già verificati casi, come Orentano. Il coordinamento deve estendersi subito a tutto il comprensorio del Bientina perché l’area umida può rappresentare terreno fertile per la sua diffusione; che la Regione Toscana dia davvero più libertà operativa e finanziaria ai sindaci, come giustamente rivendicato dal sindaco Conti, per ordinanze, trattamenti e campagne informative tempestive; che si superi la logica dell’intervento a chiamata, per passare a una prevenzione programmata 12 mesi l’anno, come già avviene in altre regioni”.

“La salute dei cittadini – conclude Baldini – non è competenza residuale ed occorre ricordare che i consorzi di bonifica sono nati proprio per bonificare le zone malsane e malariche e oggi sembrano avere dimenticato questa sua funzione storica. Oggi il Consorzio non può limitarsi a tenere puliti i canali: deve contribuire, assieme agli enti locali e alle autorità sanitarie, a evitare ristagni e a prevenire le condizioni che favoriscono la proliferazione delle zanzare e la diffusione delle malattie che possono trasmettere. Il caso di Orentano, proprio perché si è verificato all’interno del comprensorio del Consorzio 1 Toscana Nord, rappresenta un banco di prova concreto: adesso il Consorzio deve dimostrare con i fatti di voler tornare a svolgere fino in fondo quella funzione di bonifica e prevenzione che appartiene alla sua storia. Resto a disposizione del presidente del Consorzio, del sindaco Fabio Mini di Castelfranco e del sindaco Conti per un tavolo operativo immediato”.
M

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