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Redazione
ANNO XIVlunedì 26 Ottobre 2026
castelnuovo di garfagnana

Anche Gea scende in piazza: “In Valle del Serchio lavoratori preoccupati per la riorganizzazione dei servizi di raccolta e igiene urbana”

Tanti manifestanti si sono presentati questa mattina davanti la prefettura di Lucca in segno di protesta per lo stallo delle trattative per il rinnovo collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 dicembre 2024. 

Lo sciopero, indetto dalle segreterie nazionali di Fp-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti e Fiadel ha coinvolto anche i lavoratori delle aziende Gea di Castelnuovo Garfagnana, Ersu di Pietrasanta, Sea Ambiente e Sea Risorse di Viareggio, Ascit di Capannori e Sistema Ambiente di Lucca, oltre alle aziende private aderenti al CCNL Utilitalia. 

“Gli stipendi medi sono intorno a 1.300 euro al mese, ma con il significativo aumento del costo della vita il potere d’acquisto è fortemente ridotto” spiega Antonio Andreozzi di Uiltrasporti. Le motivazioni che hanno spinto i lavoratori a riunirsi intorno a Piazza Grande vanno oltre la parte economica e interessano le condizioni di lavoro.

I problemi principali riguardano: il rafforzamento delle tutele in materia di salute e sicurezza; la riforma del sistema di classificazione del personale; il contrasto alle disuguaglianze generazionali e sociali; l’aumento del trattamento economico per recuperare il potere d’acquisto; le tutele specifiche per il personale over 55; il miglior equilibrio tra tempi di vita e di lavoro; la stabilità occupazionale; la tutela dei lavoratori negli appalti, con l’obbligo di applicazione del CCNL anche per le cooperative sociali; il contrasto al dumping contrattuale; il potenziamento del welfare contrattuale: previdenza complementare (Previambiente), sanità integrativa (Fasda), e formazione sulla sicurezza (Fondazione Triva); l’adeguamento dell’ERAP; la difesa del diritto di sciopero, oggi messo in discussione.

Nella Valle del Serchio – fanno sapere i manifestanti – si prevede una profonda riorganizzazione dei servizi di raccolta e igiene urbana: un processo, questo, che suscita forti preoccupazioni tra i lavoratori. Le modalità e i tempi del riassetto, infatti, non sono ancora chiari e si teme che possano tradursi in peggioramenti delle condizioni di lavoro e riduzione della qualità del servizio per i cittadini.

Un capitolo particolarmente delicato è quello legato alla salute e sicurezza dei lavoratori, soprattutto per chi opera nella raccolta porta a porta spinta. Le condizioni di lavoro – denunciano gli scioperanti – restano spesso critiche: turni anche in piena emergenza caldo, durante allerte meteo rosse o arancioni e in situazioni di rischio idrogeologico. I sindacati chiedono mezzi tecnicamente adeguati, in grado di ridurre l’impatto fisico del lavoro e una maggiore equità nella distribuzione dei carichi di lavoro quotidiani.

Un’ulteriore criticità riguarda, poi, la confusione nei livelli professionali. Molti dipendenti lamentano una sorta di “minestrone di competenze”, dove mansioni diverse e responsabilità aggiuntive non vengono riconosciute né economicamente né contrattualmente.

“Chiediamo un aumento salariale, una maggiore sicurezza e una maggiore equità del carico di lavoro” tuona Lorenzo Pieroni, dipendente e delegato di Sistema Ambiente.  “La tutela, la sicurezza, la dignità e un contratto all’altezza del lavoro sono per noi importanti” conclude Angelo Roberti, anche lui dipendente di Sistema Ambiente.

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