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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

Conflitto sì, ma di pace: al Teatro Alfieri una grande serata di musica e poesia

Umanità e cultura. Ieri sera il Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana è stato il palcoscenico dell’evento “Musica e poesia… Conflitto di pace” ideato da Carlos Alfredo Bartolomei, in qualità di direttore artistico, e co-condotto da Maria Vittoria Mariani – che ha sostituito Michela Innocenti, indisponibile per un piccolo problema di salute – per l’associazione ‘Il circo e la luna’.

Bartolomei ha presentato la scaletta della serata che ha intervallato letture di poesie, racconti e video alla musica. Mariani ha invece spiegato in dettaglio il bellissimo progetto “Multicultum”: “Un’iniziativa molto abiziosa, sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nell’ambito della promozione del concetto di welfare culturale – ha raccontato – che coinvolge moltissime realtà da tempo esistenti sul territorio della Garfagnana e della Valle del Serchio. In tutto sono 14, importanti e radicate nella nosta zona, appartenenti ai settori culturale, sportivo, scolastico, sociale e sanitario”.

“Multicultum” – ha sottolineato – nasce in seguito ad una lunga esperienza maturata negli anni dall’ente capofila e dagli enti partner all’interno del settore culturale e sociale. Il progetto utilizza la cultura quale strumento di promozione del benessere e della salute, negli individui e nelle comunità, attraverso pratiche artistiche, performative e di utilizzo del patrimonio culturale dei comuni della provincia di Lucca, in particolare i comuni di Bagni di Lucca, Barga, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Piazza al Serchio, Gallicano, Borgo a Mozzano, Lucca e Molazzana”.

“Il progetto – ha, infine, concluso – prevede laboratori totalmente gratuiti che spazieranno da esperienze di teatro, coro, utilizzo della voce, movimento espressivo, artigianato, pet therapy, laboratori nella natura e negli spazi museali, del Teatro Alfieri e della Rocca Ariostesca al fine di realizzare interventi di welfare culturale integrati, sostenibili e strutturati nel tempo”.

Bartolomei ha quindi illustrato la vicenda umana di Tommaso Fanucci, un giovane con disabilità che ha conosciuto in estate, il quale si è laureato con il massimo dei voti in Discipline dello Spettacolo ed è autore del libro “Scomodo – Il mio percorso a ostacoli”. Il ragazzo ha inviato per l’evento un suo videomessaggio che ha permesso al pubblico di riflettere sulla disabilità, sulle difficoltà che ogni individuo come lui deve affrontare, ma anche sul modo in cui non ha mai perso l’entusiasmo, con caparbitetà e spirito di resilienza, e sul fatto che vorrebbe essere trattato come persona e non attenzionato solo per le sue difficoltà. Questo concetto è stato ribadito da Carlos Bartolomei, che ha letto alcuni stralci del suo libro.

Poi è stata la volta della band, presentata dal direttore artistico: i Chewingum Rock&Blues Band, un gruppo di “veterani del rock” con Daniele Micheli (chitarra e voce), Massimo Capanni (basso e voce), Urbano Giulianetti (organo hammond e fisarmonica) e Federico Cardelli (il più giovane del complesso, alla batteria). La band, ha detto Bartolomei, si runisce e suona escusivamente in eventi benefici. I loro brani sono stati dei gran classici del rock come “Who’ll Stop the Rain”, “Gimme Some Lovin”, “Purple Rain” o “Let It Be”, ma non sono mancati pezzi italiani come “Gioco di Bimba” (Le Orme) o “Hey Man” (Zucchero). 

Carlos e Maria Vittoria hanno letto brani e poesie, incentrati sul tema della guerra e della pace e sul genocidio perpetrato ai danni del popolo palestinese nella Striscia di Gaza. Bartolomei, in particolare, ha letto le bellissime parole dell’arcivescovo Domenico Battaglia della città metropolitana di Napoli, dedicate alla pace e alla fine del genocidio a Gaza, mentre Mariani ha recitato in modo veramente sentito alcune poesie contro la guerra come “Generale” di Bertold Brecht.

Uno spazio importante della serata lo ha avuto l’Associazione AEDO ETS APS, con il regista e ideatore del cortometraggio “La Rapina”, Carmine Parrella, realizzato dal Centro Salute Mentale della Valle del Serchio e di Lucca in collaborazione con ASL Toscana Nord Ovest e appunto l’Associazione AEDO.

Il corto ha portato un messaggio perfettamente coerente col progetto “Multicultum”. Gli obbiettivi dell’iniziativa infatti – ha spiegato Parrella – “sono quelli di prenderci cura della nostra salute e costruire il nostro benessere; questo benessere che si sviluppa attraverso i legami che le persone costruiscono e, attraverso la qualità dei legami, spesso noi associamo la cura alla malattia e associamo la malattia agli aspetti negativi, come ha detto Tommaso nel video”. Ha continuato poi Parrella: “Si finisce a vedere la malattia e non si vede più la persona. L’idea è che se noi ci mettiamo insieme e lo facciamo all’interno di uno spazio creativo, quello che può apparire una differenza in senso negativo diventa, invece, qualcosa di estremamente positivo. Se non c’è differenza, non c’è creatività. Questo laboratorio, infatti, si chiama “laboratorio di video inclusivo e partecipativo”: nella realizzazione del video, tutti i componenti coinvolti nel progetto partecipano a tutte le varie fasi e le scelte del progetto che viene realizzarto, perciò con il contributo di tutti”. 

Alcuni dei protagonisti del corto “La Rapina”, che è stato poi proiettato, erano presenti in sala e hanno ricevuto dei meritati applausi. Bartolomei ha raccontato di aver partecipato personalmente ad uno dei video, realizzati dall’associazione, e di essersi sentito davvero coinvolto e di voler continuare l’esperienza. 

Insomma, il progetto parte davvero alla grande e contiene spunti particolarmente interessanti e obiettivi grandiosi. Bravi.

Foto di Tommaso Teora

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