Ci sono persone che, passando accanto a noi, lasciano una traccia che non si cancella. Non perché facciano rumore, ma perché rendono migliori i luoghi che abitano. Nel mondo del volontariato queste figure diventano radici: tengono saldo ciò che cresce intorno, sostengono senza apparire, e continuano a accarezzare i cuori anche quando non ci sono più.
Alberto Bianchi è stato una di queste radici per la comunità di Barga e per tutti coloro che hanno trovato nel Gvs un punto di riferimento nei momenti di fragilità.
Mercoledì 19 novembre, alle ore 15, il Gruppo volontari della solidarietà di Barga deporrà una targa in memoria di Alberto Bianchi, nel ventennale della sua scomparsa. La cerimonia si terrà nei locali dell’oratorio del Sacro Cuore, e sarà aperta alla cittadinanza.
Figura centrale del volontariato barghigiano, Alberto Bianchi è stato socio fondatore e Presidente del Gvs dal 1992 al 2004. Nel ricordarlo, l’attuale presidente Francesco Feniello sottolinea come in quegli anni Bianchi abbia messo a disposizione “energie e competenze a favore delle persone in difficoltà, per diffondere la cultura del dono e della solidarietà, valori che ancora guidano il nostro operato quotidiano”.
Sotto la sua guida il Gvs consolidò molte delle attività che negli anni sarebbero diventate pilastri dell’associazione, sostenendo le persone con disabilità e le loro famiglie. Un impegno civile, discreto e costante, che ha contribuito a costruire una rete di vicinanza e supporto oggi riconosciuta da tutta la comunità. Alberto Bianchi era coniugato con Myrna Magrini, presidente onorario, con la quale ha condiviso una vita segnata dal servizio agli altri e da un profondo senso di responsabilità sociale.
Ricordare Alberto Bianchi non è soltanto guardare al passato, ma riconoscere la forza di un’eredità che continua a generare valore. Ogni gesto di aiuto, ogni porta che si apre, ogni sorriso donato a chi vive una difficoltà porta ancora, in qualche modo, il segno del suo impegno.
A vent’anni dalla sua scomparsa, il Gvs rinnova non solo la memoria, ma la promessa di continuare quel percorso di umanità che Alberto aveva intrapreso e che ha lasciato in dono alla sua comunità.
La cittadinanza è invitata a partecipare alla cerimonia.