Dalla nuova statua e piazza a lui dedicate, a Vagli Sotto, fino all’incontro al Teatro Alfieri di Castelnuovo che ha permesso di evidenziare il suo contributo politico e il legame con la Toscana – e, in particolare, con la Garfagnana – attraverso testimonianze, videomessaggi e interventi di chi ha collaborato con lui nei diversi anni di attività.
Quella di ieri è stata una giornata che ha riunito amministratori, rappresentanti politici e cittadini per rievocare la figura dell’ex ministro Altero Matteoli – scomparso otto anni fa in un tragico incidente stradale, ma il cui ricordo rimane vivo nella comunità lucchese.
La mattina, a Vagli, erano presenti i figli Federico e Federica, il collega di partito Maurizio Gasparri, senatore della repubblica, i parlamentari Riccardo Zucconi ed Elisa Montemagni, i consiglieri regionali Vittorio Fantozzi e Vittorio Salotti ed altri amministratori locali. Il sindaco, Mario Puglia, ha sottolineato il ruolo che Matteoli ha avuto nell’aumento dei posti di lavoro nel settore estrattivo della zona.
Il pomeriggio, al Teatro Alfieri – mentre l’“Inno alla gioia” accompagnava una sequenza di immagini del politico – la sala si è immersa in un omaggio dai toni celebrativi e umani. A moderare l’incontro è stato Francesco Meucci de La Nazione, che ha ricordato il Matteoli degli incontri sul campo: “Un uomo vicino alle persone, con una capacità di ascolto che oggi si è un po’ persa. Era di destra negli anni ’60 e ’70 a Livorno, e proprio per questo ascoltare era un’arte vitale. Lui sapeva ascoltare chiunque”.
Il primo intervento è stato il video-saluto del presidente del senato Ignazio La Russa: “È molto bello che, a otto anni dalla scomparsa di Altero, la sua Garfagnana, non solo si ricordi della sua figura, ma decida di inaugurare un monumento dedicato a lui“. Dal palco, Maurizio Gasparri, presidente del gruppo di FI al senato, ha tracciato un ricordo politico e personale, ricordandolo come un uomo metodico e affidabile: “Non amava il protagonismo, chissà come avrebbe preso la notizia di una statua dedicata a lui – ha dichiarato Gasparri –. Ma forse, vedendo quel luogo così caro a lui, si sarebbe convinto”.
Sul palco è poi salita Deborah Bergamini, vicepresidente nazionale di FI, che ha tracciato un profilo dell’uomo e del politico: “Poteva sembrare un conservatore, perché di destra, ma credeva molto nello sviluppo del Paese“. Ha poi menzionato la stima che Berlusconi nutriva nei suoi riguardi: “Era un uomo pratico che concludeva sempre i suoi compiti e poi aveva un temperamento naturalmente dialogante, prezioso in un’epoca in cui la contrapposizione politica era fortissima”.
Successivamente è intervenuto Emilio Brogi, presidente dell’Associazione Altero Matteoli, che ha raccontato del suo legame con la Toscana e con la Garfagnana con alcuni ricordi e aneddoti. Infine ha concluso leggendo un ricordo del deputato Riccardo Migliori.
Un saluto affettuoso è arrivato tramite video anche dall’ex senatore Andrea Marcucci: “Io e Altero la pensavamo diversamente su molte questioni, ma abbiamo sempre trovato la forza di confrontarci. Lo scontro non ha mai impedito il rispetto umano e politico. Amava la sua terra e le sue idee”.
Il palco si è poi riempito delle voci dei sindaci e degli amministratori locali: Mario Pardini, sindaco di Lucca, Andrea Tagliasacchi, sindaco di Castelnuovo, Vittorio Fantozzi, consigliere regionale FdI, Federico Matteoli, figlio di Altero e Marco Reali, sindaco di Sillano Giuncugnano.
Ognuno di loro ha portato il proprio contributo ricordando l’uomo oltre che il politico. Pardini ha raccontato delle visite settimanali del ministro a Lucca: “Un ministro che veniva tutte le settimane ad ascoltare il territorio. Le idee devono confrontarsi, senza scontri, se vogliono essere utili”. Marco Reali ne ha parlato come di un familiare, un politico in grado di avere a cuore anche le realtà più piccole. Andrea Tagliasacchi ha menzionato la sua concezione di politica legata alla militanza e all’ascolto: “Ci siamo confrontati molte volte, eravamo l’uno dalla parte opposta dell’altro. Ma io di lui ricordo un ministro che coglieva le esigenze delle persone e delle amministrazioni: un uomo concreto”. Fantozzi ha sintetizzato gli elementi che lo hanno segnato maggiormente ovvero la presenza e l’impegno. Infine il figlio ha rievocato il padre, oltre al personaggio politico.
In questo doppio appuntamento, tra una piazza nuova e un teatro, la Garfagnana non ha soltanto ricordato Altero Matteoli: lo ha riconsegnato alla sua terra e alla sua gente. Una politica fatta di porte aperte, telefonate quotidiane, chilometri percorsi senza clamore, avversari rispettati, promesse mantenute. Una politica che oggi sembra appartenere a un’altra stagione ma che, nella voce di chi lo ha conosciuto, è apparsa sorprendentemente attuale.
Foto di Elisa Togneri e Tommaso Teora















































