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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
fornaci di barga

Economia di guerra e tagli ai servizi pubblici: Antonella Bundu, l’alternativa “rossa” a Fornaci di Barga

Un appuntamento aperto alla cittadinanza, nato con l’obiettivo di approfondire e discutere le ricadute sociali ed economiche delle politiche di riarmo e dei tagli ai servizi pubblici essenziali, in un contesto locale e internazionale segnato da crescenti tensioni e da scelte politiche che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone.

Si è svolto ieri pomeriggio, presso la sala della Biblioteca sopra la stazione di Fornaci di Barga, l’incontro pubblico promosso dal Circolo della Valle del Serchio del Partito della Rifondazione Comunista, dedicato al tema: “Economia di guerra, tagli alla sanità pubblica, alla scuola pubblica e al welfare”.

All’incontro sono intervenuti Antonella Bundu, candidata presidente alle elezioni regionali della Toscana per la lista Toscana Rossa, e Giulio Strambi, segretario della Federazione di Lucca del partito di Rifondazione comunista.

Ad aprire il confronto è stato Giulio Strambi, che ha definito la serata “estremamente importante”, sottolineando come il tema dell’economia di guerra e del riarmo rappresenti oggi uno dei nodi centrali del dibattito politico. Un’attenzione che, ha spiegato, non esclude ma anzi rafforza la necessità di portare avanti il progetto di Toscana Rossa come alternativa sia al centrodestra sia al centrosinistra.

Strambi è tornato anche sulla vicenda elettorale e sul ricorso presentato dalla lista. Secondo quanto illustrato, molti elettori avrebbero votato la candidata presidente Antonella Bundu senza indicare la lista, convinti che il voto fosse automaticamente valido anche per Toscana rossa. Un errore di comunicazione che, unito allo sbarramento del 5%, avrebbe impedito l’ingresso in Consiglio regionale nonostante Bundu abbia superato quella soglia come candidata presidente con oltre 72 mila voti. Da qui la decisione di presentare ricorso, sostenuta anche da precedenti giurisprudenziali, come un caso analogo avvenuto in Veneto. Per portare avanti l’azione legale, è stato lanciato un appello alla raccolta di contributi.

Nel suo intervento, Strambi ha poi richiamato il valore simbolico del luogo: parlare di economia di guerra proprio davanti a una fabbrica che per anni ha prodotto munizioni. “Abbiamo sempre sostenuto – ha affermato – la necessità di riconvertire le fabbriche di armi in produzioni civili. Oggi invece assistiamo a una scelta opposta: centinaia di miliardi di euro destinati a riconvertire le fabbriche civili in industrie belliche, una prospettiva che consideriamo devastante e inaccettabile”.

Non sono mancate riflessioni sul contesto internazionale, con una critica alla narrazione dominante sulla guerra e sul ruolo dell’Occidente, e un richiamo alla necessità di un cambiamento radicale delle politiche europee.

A seguire, l’intervento di Antonella Bundu, che ha ringraziato i presenti “per aver sfidato il tempo” e ha espresso soddisfazione per essere riuscita a incontrare il territorio di Fornaci di Barga, nonostante le difficoltà della campagna elettorale. “Quella campagna – ha spiegato – non è stata un inizio, ma una continuazione. E anche questo incontro è parte di quella continuità”.

Bundu ha ribadito l’importanza del ricorso, definendolo uno strumento per dare voce alle oltre 72 mila persone che hanno espresso la volontà di un’alternativa politica. Nel suo intervento ha toccato diversi temi, a partire dal lavoro e dalla sicurezza, ricordando l’esplosione al deposito Eni di Calenzano di due anni fa, in cui persero la vita cinque operai. Un episodio che, secondo la candidata, evidenzia come il risparmio sui costi e la ricerca del profitto continuino a prevalere sulla tutela della salute e della sicurezza.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla sanità pubblica, con la proposta di utilizzare le risorse regionali per ridurre le liste d’attesa e rafforzare il servizio pubblico, invece di alimentare il sistema privato. Sul fronte ambientale, Bundu ha rilanciato l’investimento sulle energie rinnovabili, sulle comunità energetiche e su modelli di sviluppo che tengano conto delle specificità e delle esigenze dei territori.

Tra i temi affrontati anche la mobilità, con la denuncia delle difficoltà di collegamento di molte aree della Toscana, e il lavoro, in particolare quello precario e ricattabile, che lascia sempre meno tempo per vivere e rende più deboli i diritti dei lavoratori. Non è mancato un riferimento al dibattito sulla leva militare, rilanciato negli ultimi mesi da alcune forze politiche, e alle preoccupazioni per una progressiva normalizzazione della cultura della guerra.

L’incontro si è chiuso con un richiamo alla necessità di “costruire dal basso”, dando continuità alle esperienze e alle lotte già presenti sui territori. Un messaggio legato anche al tema della partecipazione democratica, alla luce della bassa affluenza registrata alle ultime elezioni regionali. “Se non si dà voce e ascolto – è stato sottolineato – le persone continueranno ad allontanarsi dal voto”.

Una serata che ha rappresentato non solo un momento di approfondimento, ma anche un’occasione di confronto politico e di rilancio di un percorso che punta a riportare al centro del dibattito pubblico pace, lavoro, diritti e servizi essenziali.

Foto di Nicola Tognetti

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