La fiaccolata è, ogni anno, un gesto semplice e potentissimo: una luce che si accende grazie a un’altra luce. È condivisione nel senso più reale del termine, perché nessuna fiaccola brilla da sola. Così, anche ieri sera – sabato 20 dicembre – Gallicano e la Valle del Serchio si sono ritrovate unite nella 46^ Fiaccolata natalizia, trasformando una tradizione in un atto collettivo di solidarietà, memoria e aiuto concreto.
La piazza, gremita di persone di ogni età, ha accolto i saluti istituzionali che hanno aperto la serata. Il sindaco di Gallicano David Saisi ha espresso orgoglio e profonda gratitudine per una comunità capace, ancora una volta, di rispondere all’appello. Sul palco erano presenti Vittorio Salotti, consigliere della Regione Toscana, il consigliere dell’Unione Comuni Garfagnana Paolo Marzi e numerosi rappresentanti di altri comuni della Valle del Serchio, tutti con le fasce tricolore al collo, a conferma di una partecipazione corale e condivisa.
Un segnale forte di unità è arrivato anche dal comune di Castelnuovo di Garfagnana, da cui è partita una fiaccolata che, grazie all’impegno dell’associazione Vis movendi e al consigliere Alessandro Pedreschi, si è poi congiunta simbolicamente a quella di Gallicano, rafforzando il senso di una comunità che cammina insieme, oltre i confini comunali.
Ospite speciale della serata è stato Luca Farinelli, fisioterapista della Nazionale italiana di tennis e originario di Gallicano, che ha portato il suo saluto con parole semplici e sentite: “Grazie all’amministrazione per il pensiero che avete avuto per me. Stasera vi porto gli auguri da parte della squadra”. Ha poi sottolineato quanto sia emozionante percepire il tifo e l’affetto dei connazionali anche a migliaia di chilometri di distanza.
Uno dei momenti più intensi è arrivato con l’intervento della maestra Alma, fondatrice della fiaccolata insieme alla maestra Duse, scomparsa lo scorso anno. Davanti alla piazza illuminata, l’emozione è stata palpabile: “Un progetto nato quasi in punta di piedi, non potevamo immaginare che potesse crescere fino a questo punto.” Tutto partì da quaranta alunni dalle classi aperte, da una domanda semplice e profonda: esiste il bene? La risposta, ieri sera come allora, era lì davanti agli occhi di tutti. La fiaccolata è questo: la prova che il bene esiste e che può essere scelto, condiviso e donato.
A ricordare le radici e la continuità dell’iniziativa è stato anche Giulio Baldacci, presidente dell’Associazione Fiaccolata natalizia di Gallicano, che ha consegnato simbolicamente la tessera numero uno alla figlia della maestra Duse e alla maestra Alma, in un passaggio ideale di memoria e responsabilità.
La benedizione delle fiaccole è stata affidata a don Fiorenzo, che ha invitato tutti a un momento di preghiera prima di dare il via alla fiaccolata con il suono delle campane. Con un sorriso ha ricordato di aver partecipato a quarantacinque fiaccolate, perché alla prima si trovava ancora a Massa, sottolineando con leggerezza quanto questa tradizione sia diventata parte della sua vita e di quella della comunità.
Poi il momento più atteso: le fiaccole accese una dall’altra, la luce che passa di mano in mano, e il corteo che si muove compatto. Un’immagine che, più di tante parole, racconta il senso profondo della serata. Essere presenti per sostenere le numerose associazioni locali, nazionali e internazionali significa riconoscere che il benessere di una comunità si costruisce insieme, giorno dopo giorno.
La fiaccolata di Gallicano non è solo una tradizione natalizia: è un esercizio collettivo di responsabilità e di cura. Vedere tante persone riunite, fiaccole accese l’una grazie all’altra, restituisce l’immagine di una comunità che sa condividere, aiutare e non voltarsi dall’altra parte. Ed è forse proprio questo il messaggio più forte: quando la luce si condivide, non si divide mai. Anzi, diventa più grande.












