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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
corsagna

Roberto Guastucci, un Maestro che ci ha insegnato a stare insieme

Ho conosciuto il Maestro Roberto Guastucci nei primi anni sessanta, quando frequentavo il doposcuola nell’aula un po’ malandata della scuola elementare Giosuè Carducci, in via Postabbio. Era un’aula semplice, e inadeguata ma per noi bambini diventava uno spazio vivo, grazie a lui.

Il Maestro Guastucci ci seguiva nel doposcuola, ma non si limitava ad aiutarci nei compiti. Attraverso il gioco, il dialogo e la condivisione, ci insegnava soprattutto a stare insieme. È lì che ho imparato davvero a scrivere in modo corretto, a rispettare la grammatica, ma anche a dare valore alle parole. Se oggi so esprimermi con correttamente, lo devo in gran parte a quel maestro paziente e rigoroso, capace di insegnare senza mai mortificare.

Per qualche tempo lo persi di vista, ma la vita mi ha regalato la fortuna di rincontrarlo molti anni dopo, quando, da  Presidente della Misericordia di Corsagna, mi affiancava con grande disponibilità nelle uscite straordinarie del periodico il Ponte del Diavolo che riportava programmi e attività della nostra associazione volontariato. Erano anni intensi, vissuti nel segno del servizio e dell’impegno per il territorio.

Ci incontravamo spesso nella sua casa del Piaggione, un luogo di accoglienza vera. Lì ho visto crescere sua figlia Letizia e ho sempre trovato l’ospitalità calorosa di sua moglie Alfreda, che ricordo con profonda gratitudine.  Di quella casa mi resta uno spazio aperto, familiare, umano e accogliente.

Dopo il trasferimento a Saltocchio, ebbi ancora modo di frequentarlo e di ricevere il suo prezioso aiuto nelle mie pubblicazioni: Corsagna- Corsagna, 25 anni della Casa Famiglia, e  Momenti di Storia Corsagnina. In nessuna di queste occasioni è mai mancato il suo sostegno, la sua revisione attenta, il suo consiglio sempre discreto ma puntuale. Ho sempre detto e lo penso ancora oggi che il Maestro Roberto Guastucci era la migliore penna del nostro territorio Unico per chiarezza, sensibilità e profondità.

Il suo modo di rapportarsi alle persone era sempre gentile, collaborativo, accogliente. Non c’era mai distanza, mai superiorità. Era un maestro anche in questo: nel rispetto dell’altro, nell’ascolto, nella disponibilità sincera.

Lo ricordo con grande affetto anche durante le iniziative organizzate dalla Misericordia alla Casa Famiglia per anziani di Corsagna, in quelle occasioni, con il suo sorriso pacato, si divertiva a interrogare mio figlio Michele di anni sei sui personaggi della Bibbia: una sorta di gioco-gara, in cui Roberto faceva le domande e Michele rispondeva raccontando chi fosse quel personaggio. Anche mio figlio, allora bambino e oggi ormai adulto, era molto affezionato a lui.

Vorrei che Roberto Guastucci rimanesse nel cuore di tutti noi per quello che è stato davvero: una persona che ha dato tanto al nostro territorio, un Maestro nel senso più alto del termine, un uomo capace di lasciare un segno profondo e silenzioso. Io lo ricordo così, e lo ricorderò sempre, con grande affetto e riconoscenza.

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