L’inverno demografico non è più un concetto astratto: in provincia di Lucca si traduce in classi che si svuotano, plessi sempre più fragili e scelte che non si possono rimandare. La fotografia – e soprattutto la proiezione – arriva dall’analisi INVALSI su dati ISTAT presentata a Palazzo Ducale durante il convegno “Denatalità. Quale futuro per le nostre scuole?”, tenutosi i primi giorni d’aprile 2025.
Un calo atteso su tutta la provincia. Ma nelle aree interne pesa di più
Il dato complessivo è già un campanello d’allarme: sul territorio provinciale è attesa una diminuzione della popolazione scolastica pari a circa 11.000 unità nel prossimo decennio. Il segno meno riguarda tutta la provincia, ma è nelle aree interne – in particolare nella Valle del Serchio – che la curva scende più in fretta e più in basso.
Nota sui dati (per capire di cosa stiamo parlando)
Le proiezioni sono espresse in classi quinquennali d’età (0-4, 5-9, 10-14, 15-19) e descrivono la popolazione residente in età scolare. Sono quindi una buona misura della “platea potenziale” degli iscritti, pur con possibili scostamenti dovuti a spostamenti, scelte di istituto fuori zona e dinamiche di iscrizione.
Valle del Serchio: il taglio più forte sulle secondarie
Nello scenario 2023-2043 la Valle del Serchio registra il calo più marcato proprio nelle età che alimentano la scuola secondaria di primo e di secondo grado:
- 10-14 anni (scuola media): -31,1%
- 15-19 anni (scuole superiori): -36,7%
Per confronto, nelle stesse fasce la Piana di Lucca è stimata a -25,3% e -27%, mentre la Versilia a -27,3% e -31,4%: numeri pesanti ovunque, ma ancora più severi nella zona montana. Anche la primaria è in flessione: 5-9 anni -12,5% in Valle del Serchio (Piana di Lucca e Versilia: -9,4%).
Il +11,5% tra gli 0-4 anni non “tappa” il vuoto delle superiori
C’è un dato che, letto di fretta, può sembrare consolante: nello scenario 2023-2043 la Valle del Serchio mostra un +11,5% tra gli 0-4 anni. Ma va interpretato bene: è un segnale che riguarda i bambini più piccoli alla fine dell’orizzonte considerato (il 2043) e quindi non compensa il buco che si apre molto prima nelle età della secondaria.
In altre parole: la contrazione delle superiori non “arriva” nel 2043, ma inizia prima e si accentua lungo il ventennio. L’analisi segnala che, per la fascia 15-19 anni, il calo diventa più evidente dalla fine degli anni Venti (circa 2029-2030) e poi procede in modo rapido.
Il problema non è solo “quanti”: è dove e con quali conseguenze
Secondo l’analisi presentata dall’esperto INVALSI Lorenzo Maraviglia, il depauperamento colpirà in modo particolare le aree montane. Qui la demografia diventa geografia: distanze maggiori, collegamenti più complessi, bacini d’utenza già piccoli che rischiano di scendere sottosoglie critiche.
In concreto, questo può significare:
- rischio di accorpamenti e perdita di autonomia per istituti e plessi;
- classi troppo piccole (difficili da sostenere) o redistribuzioni che spostano i problemi altrove;
- offerta formativa più povera: meno indirizzi, meno sezioni, meno laboratori “giustificabili” dai numeri;
- trasporti scolastici più lunghi e costosi, con un impatto maggiore proprio sulle famiglie delle aree interne.
Una scuola che arretra trascina con sé il territorio
Nelle comunità della Valle del Serchio la scuola è spesso l’ultimo presidio pubblico quotidiano: non è soltanto didattica, ma socialità, orientamento, identità locale. Se un plesso chiude o si riduce, l’effetto è a catena: famiglie che valutano di spostarsi, servizi che si impoveriscono, paesi che diventano meno attrattivi.
Il quadro demografico aggiunge un altro elemento: accanto alla diminuzione dei giovani, cresceranno sia la quota di residenti con background migratorio sia la popolazione anziana. In questa prospettiva, la rete scolastica può diventare – soprattutto nelle aree marginali – un’infrastruttura civica più ampia (integrazione, formazione, partecipazione, presidio contro l’isolamento). Ma perché questo accada serve una regia: non basta “resistere”, occorre ripensare funzioni e alleanze.
Decisioni da prendere prima che la curva precipiti
Se la contrazione dei 15-19 anni si manifesta più chiaramente dalla fine del decennio e poi accelera, c’è ancora margine per prepararsi – ma non per improvvisare. Per la Valle del Serchio la sfida è doppia: governare il calo senza trasformarlo in una perdita secca di opportunità. Perché se i numeri scendono, ciò che non può scendere è il diritto a un’istruzione accessibile e di qualità. E in montagna – dove ogni chilometro pesa di più – la scuola non è solo un servizio: è una scelta di futuro.
Box: “piramide” comparativa (Valle del Serchio) – come leggerla
La “piramide” comparativa affianca due barre per ciascuna fascia d’età: a sinistra la base 2023 (indice = 100), a destra la proiezione 2043, applicando le variazioni percentuali.
- se la barra 2043 è più corta della 2023, quella fascia si riduce;
- se è più lunga, quella fascia cresce (qui accade solo per gli 0-4).
Dati usati (Valle): 0-4 +11,5%; 5-9 -12,5%; 10-14 -31,1%; 15-19 -36,7%.
Appendice – dati e fonti
Figura 1 – “Piramide” per fasce d’età, Valle del Serchio (indice 2023=100 vs proiezione 2043).

Figura 2 – Variazione percentuale della popolazione residente in età scolare (2023-2043) – analisi INVALSI su dati ISTAT.
| Zona educativa | Classe d’età | Differenza (%) 2023-2043 |
| PIANA | 0-4 | 13,4 |
| PIANA | 5-9 | -9,4 |
| PIANA | 10-14 | -25,3 |
| PIANA | 15-19 | -27,0 |
| VALLE | 0-4 | 11,5 |
| VALLE | 5-9 | -12,5 |
| VALLE | 10-14 | -31,1 |
| VALLE | 15-19 | -36,7 |
| VERSILIA | 0-4 | 9,3 |
| VERSILIA | 5-9 | -9,4 |
| VERSILIA | 10-14 | -27,3 |
| VERSILIA | 15-19 | -31,4 |
Fonti
- Programma e descrizione del convegno “Denatalità. Quale futuro per le nostre scuole?” (UPI Toscana).
- Resoconto con riferimento all’analisi INVALSI su dati ISTAT e alle fasce 10-14 / 15-19 (LuccaInDiretta, 2 aprile 2025).
- Articolo su calo atteso di circa 11mila studenti nel prossimo decennio e presentazione dell’indagine INVALSI (La Nazione, 3 aprile 2025).
- Articolo con dettagli territoriali (Versilia, aree montane) e richiamo a 11mila nel prossimo decennio (La Nazione, 6 aprile 2025).
- ISTAT – portale “Previsioni comunali della popolazione” (dati per classi quinquennali di età).
- ISTAT – rapporto “Previsioni della popolazione residente e delle famiglie” (quadro nazionale delle proiezioni).