Nel pomeriggio di ieri, a Lucca, i carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia hanno proceduto all’arresto in flagranza di 23enne di origini tunisine, residente in Garfagnana, incensurato, per i reati di atti persecutori e violenza sessuale.
Alle 17.30 circa la centrale operativa dei carabinieri di Lucca ha inviato un equipaggio della sezione radiomobile nel Piazzale Ricasoli di Lucca, in quanto una giovane donna aveva segnalato al numero d’emergenza 112 che il fidanzato la stava aggredendo. Giunti sul posto tempestivamente, i militari dell’Arma hanno individuato la ragazza ed il 23enne nei pressi della stazione ferroviaria. Quest’ultimo, alla vista dei carabinieri, ha manifestato un atteggiamento ostile e tentato la fuga, venendo immediatamente bloccato e messo in sicurezza.
Dalla successiva ricostruzione dei fatti da parte dei militari dell’Arma, fatta anche mediante l’acquisizione di diverse testimonianze di persone presenti e dai filmati acquisiti, è emerso che il 23enne, poco prima, aveva incontrato la ex fidanzata nei pressi dello scalo ferroviario cittadino. Dopo averla offesa ripetutamente e minacciata più volte di morte, l’aveva strattonata con violenza per togliergli il telefono mentre stava chiamando il 112; inoltre l’aveva palpeggiata, atteggiamento che aveva attirato l’attenzione anche di alcuni passanti, cosa che non aveva placato le ire del giovane, che aveva desistito solo quando si era reso conto dell’arrivo dei carabinieri.
Nella circostanza la ragazza, che era visibilmente provata, è stata accompagnata con un’ambulanza del 118 presso l’ospedale “San Luca” di Lucca, dove dopo le cure del caso, è stata dimessa con una prognosi di tre giorni.
I successivi approfondimenti della vicenda hanno consentito ai militari dell’Arma di accertare che quell’aggressione non era un caso isolato. Infatti, nello scorso mese di gennaio, a seguito di una denuncia della giovane, i carabinieri della stazione di Altopascio avevano già denunciato all’autorità giudiziaria il 23enne per atti persecutori. Anche in quella circostanza erano emerse violenze verbali e fisiche che andavano avanti da diversi mesi.
La ricostruzione dei fatti, quindi, ha consentito ai carabinieri di raccogliere tutti gli elementi per trarre in arresto l’uomo che, dopo le formalità di legge, è stato condotto presso la casa circondariale di Lucca a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Si rammenta che gli indiziati sono da ritenere presunti innocenti, sino al definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile di condanna all’esito del procedimento penale.