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Redazione
ANNO XIVlunedì 2 Novembre 2026
reportage

Dubai, quando restare bloccati all’estero diventa una colpa

Bloccati a Dubai, giovani italiani leggono giudizi duri sui social: “Perché non siete rimasti a casa vostra?” “Partire all’estero e poi lamentarsi… ridicolo.” “Se stavi in Italia non avresti questi problemi.”

Commenti che colpiscono, non per l’insulto, ma per la mancanza di empatia. Dietro quei viaggi ci sono sacrifici: famiglie che risparmiano, ragazzi che studiano e lavorano per vedere il mondo, giovani che costruiscono il loro futuro guardando oltre i confini.

Anch’io, in questi giorni, sono bloccato a Perth. Il mio volo è stato cancellato e non so ancora quando potrò rientrare. E questo dovrebbe significare che non dovevo partire? Che la distanza diventa una colpa?

L’Italia conosce l’emigrazione, la fatica di chi parte, l’attesa di chi resta. Un imprevisto può capitare. La mancanza di solidarietà, invece, è una scelta.

Un volo si riprogramma. Il senso di comunità, se si perde, è molto più difficile da recuperare.

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