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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
castelnuovo di garfagnana

CAI Garfagnana, 40 anni al servizio della montagna e della comunità

Un traguardo importante, fatto di passione, impegno e amore per la montagna: la sezione Garfagnana del Club Alpino Italiano ha celebrato ieri sera, con una conferenza in Sala Suffredini, il suo quarantesimo anniversario, ripercorrendo una storia ricca di esperienze, incontri e valori condivisi.

A guidare la sezione oggi è il presidente Gabriele Turri, che nel suo intervento ha voluto ricordare non solo i momenti più significativi, ma anche quelli più difficili. Tra questi, il pensiero è andato al dottor Roberto Nobili, scomparso durante un intervento, una figura che ha lasciato un segno profondo, a tal punto che la sezione Cai è intitolata proprio a lui. Accanto al ricordo, però, Turri ha sottolineato anche i tanti aspetti positivi che hanno caratterizzato il percorso della sezione: le numerose escursioni, i rapporti costruiti con altre realtà e il continuo ingresso di nuovi tesserati. Un’associazione viva, dunque, impegnata su più fronti e sempre attenta alla valorizzazione del territorio.

Durante la celebrazione è intervenuto anche il sindaco Andrea Tagliasacchi, che ha evidenziato il ruolo centrale del CAI come istituzione autorevole e punto di riferimento per la cultura ambientale. Nel suo saluto ha sottolineato come, negli anni, l’associazione abbia contribuito a costruire una nuova consapevolezza del territorio, fondata sul rispetto e sulla conoscenza delle sue peculiarità. Un lavoro che ha avuto ricadute importanti anche a livello istituzionale, offrendo spunti e stimoli per una visione di sviluppo più sostenibile e attenta all’identità locale. Il CAI, infatti, non è solo promozione dell’attività escursionistica, ma anche un interlocutore fondamentale per le amministrazioni, capace di portare proposte e riflessioni su temi ambientali e territoriali. Da qui, il riferimento a figure come Fosco Maraini che ha richiamato l’importanza di un approccio culturale alla montagna, capace di collegare la Garfagnana a una dimensione più ampia, senza snaturarne l’identità. A ripercorrere le tappe della storia della sezione è stato Feliciano Ravera, che ha guidato i presenti in un viaggio nel tempo attraverso fotografie e documenti, restituendo un percorso costruito passo dopo passo. Un racconto che ha toccato anche figure significative come Francesco Vecchiacchi, contribuendo a mantenere viva la memoria di chi ha dato forma e sostanza all’associazione.

Quella del Cai è una storia che inizia nel 1863 a Torino e il nostro territorio è entrato a farne parte poco dopo, nel 1874, con la pubblicazione della prima guida alle Alpi Apuane ad opera del Cai di Firenze. L’anno successivo, il 21 ottobre 1875, venne fondato il Club Alpino della Garfagnana su iniziativa di alcuni appassionati della montagna locale, con lo scopo di diffondere la conoscenza delle nostre montagne.

Gli interventi sono stati molteplici e hanno toccato diversi temi ripercorrendo una lunga storia di impegno e amore per il territorio, ad arricchire la serata sono stati Pietro Taddei, Roberto Valiensi, in rappresentanza del gruppo dei “gallicanesi”, Eugenio Casanovi che ha raccontato la figura del presidente onorario Fosco Maraini e, infine, Bruno Giovannetti.

In un incontro all’insegna dei ricordi, dei tributi e dell’impegno, la sezione Garfagnana del Cai continua a proporsi come punto di riferimento per il territorio, capace di coniugare la passione per la montagna e la tutela ambientale. Un’associazione composta di persone che hanno saputo arricchirla con esperienze e valori che ieri sera ha voluto ricordare il proprio passato, ma con lo sguardo rivolto avanti verso i futuri obiettivi.

Servizio video di Elisa Togneri

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