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Redazione
ANNO XIVvenerdì 11 Settembre 2026
borgo a mozzano

1976: la prima ambulanza della Misericordia di Corsagna, il coraggio dei giovani e il cuore di un paese

Era la metà del mese di gennaio del 1976 quando l’assemblea della Misericordia di Corsagna si riunì per eleggere il nuovo consiglio direttivo.

Non fu una scelta facile. Il passaggio di consegne non avvenne con serenità: la vecchia dirigenza, fatta di confratelli stimati e di valore, guardava con una certa diffidenza a quel gruppo di giovani chiamati a guidare una delle istituzioni più importanti del paese.

Eppure l’assemblea fece la sua scelta. Venne eletto presidente Papera Pier Giovanni, segretario il sottoscritto, Giovanni Alberigi, insieme ad altri membri del paese, tra cui Andrea Giusti e diversi confratelli che, pur non citati tutti, ebbero un ruolo importante in quella fase.

Fin da subito il nuovo direttivo si mise al lavoro con un programma preciso: rinnovare gli ambulatori, ristrutturare l’edificio e creare nuovi spazi; ma soprattutto, c’era un obiettivo chiaro, forse il più ambizioso: dotare la Misericordia di un mezzo di soccorso. Dopo attente ricerche, insieme al presidente Papera individuammo una possibilità concreta: il sottocomitato della Croce Rossa di Strettoia nel Comune di Seravezza metteva in vendita un pulmino adibito ad ambulanza.

Partirono le trattative. Il prezzo iniziale era di due milioni di lire, una cifra importante per quei tempi. Con determinazione riuscimmo a concludere l’acquisto per un milione e mezzo di lire.

Fu una decisione non priva di timori. Il consiglio direttivo, pur convinto della bontà della scelta, era consapevole dell’impegno economico e organizzativo che stava assumendo. Ma la volontà era più forte di ogni esitazione: Corsagna doveva avere il suo mezzo di soccorso. La comunità rispose, attraverso offerte, contributi e tanta partecipazione. Il paese si strinse attorno a quel progetto. In questo percorso ci fu un contributo determinante, che merita di essere ricordato: quattro ragazze giovanissime di Corsagna, appena sedicenni Concetta Bacci, Rosalina Dinucci, Emanuela Citti e Francesca Lucchesi si misero in prima linea con entusiasmo e senso di responsabilità.

Furono proprio loro a organizzare una fiera di beneficenza, che rappresentò uno dei momenti più importanti della raccolta fondi. Grazie al loro impegno, alla loro capacità di coinvolgere il paese e alla partecipazione della comunità, venne raccolta una somma significativa di denaro decisiva per arrivare all’acquisto dell’ambulanza.

Sono le stesse giovani che compaiono nell’antica fotografia pubblicata, ritratte dietro al pulmino, dietro a quella prima ambulanza: un’immagine che oggi racconta più di tante parole. Ricordo ancora quel sabato mattina in cui, insieme al presidente Papera, andammo a ritirare il pulmino adibito ad ambulanza.Era un mezzo che aveva bisogno di qualche intervento, di manutenzione, di essere sistemato e adattato. Ma quando comparvero le scritte “Fraternita di Misericordia Corsagna”, l’emozione prese il sopravvento. Non solo per me e per il presidente, ma per tutto il consiglio.

Un sogno era diventato realtà. La prima domenica di marzo, dopo la Santa Messa celebrata in suffragio di tutti i confratelli della Misericordia, l’ambulanza arrivò a Corsagna. Entrò in paese seguita da altri mezzi delle associazioni della zona. Ad accoglierla c’era praticamente tutto il paese: il parroco, la banda e le scolaresche.

Il momento fu molto emozionante: sulle note dell’Inno Nazionale eseguito dal Corpo Musicale “Giuseppe Verdi”, il presidente onorario Bernardino Cortopassi ebbe l’onore di tagliare il nastro inaugurale. Quella scelta, voluta dal presidente Papera Pier Giovanni e sostenuta con convinzione dal sottoscritto come segretario e da tutto il consiglio, inizialmente non fu facile da far comprendere; era un impegno grande. Ma con il tempo, quando i confratelli e i paesani videro concretamente l’utilità di quel mezzo, ogni dubbio scomparve.

Quella ambulanza, negli anni Settanta, salvò molte vite. Tra i primi interventi, resta impresso quello che riguardò un nostro confratello e membro del consiglio direttivo, Alessandro Lucchesi, colpito da un attacco cardiaco. Fu il primo a essere soccorso e salvato grazie a quel mezzo, guidato dal consigliere Luigi Dinucci insieme al sottoscritto.

Il consiglio era composto da un gruppo ristretto ma molto unito: insieme anche a quelle giovani leve femminili che tanto contribuirono alla riuscita del progetto. Eravamo un gruppo affiatato, determinato, consapevole delle difficoltà ma sostenuto da un forte spirito di servizio. Ancora oggi riaffiora il ricordo di quel viaggio a Strettoria, di quel ritorno con il pulmino, forse con un po’ di tremore nelle mani pensando all’impegno preso. Ma l’entusiasmo era alle stelle, perché sapevamo di avere alle spalle una comunità come Corsagna.

Da quel Consiglio Direttivo partì un vero rinnovamento della Misericordia. I risultati non tardarono ad arrivare: nel 1980 fu acquistata una nuova ambulanza, una Fiat 238, e da lì iniziò una storia che ha portato risultati importanti, sia dal punto di vista sociale che sanitario. Quel gruppo di giovani, inizialmente guardato con diffidenza, dimostrò con i fatti di essere all’altezza di guidare un’associazione storica, fondata il 1° novembre 1900.

Oggi, ricordare quelle persone, quel Consiglio Direttivo, quei momenti, significa tenere vivi punti fermi della nostra comunità:
perché è da lì che tutto è iniziato.

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