Al Festival del Lavoro 2026 La Gazzetta del Serchio ha intervistato Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro PMI, su alcuni dei temi oggi più importanti per il mondo produttivo italiano: intelligenza artificiale, caro energia, produttività, welfare e competitività delle imprese.
Un intervento che mette al centro un tema ormai decisivo: senza energia sostenibile e senza condizioni favorevoli agli investimenti, anche innovazione e intelligenza artificiale rischiano di rimanere soltanto parole. E il mondo delle piccole e medie imprese italiane continua a chiedere risposte concrete.
Presidente Capobianco, oggi si parla molto di intelligenza artificiale. Le imprese italiane sono davvero pronte a questa trasformazione?
“L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità. Può aumentare produttività, competitività e ricavi delle imprese. Però bisogna creare le condizioni affinché le aziende possano introdurla concretamente nei propri processi produttivi”.
Qual è oggi il principale ostacolo?
“Uno dei problemi più pesanti è sicuramente il costo dell’energia. Oggi il caro energia incide in maniera decisiva sulla capacità delle imprese di crescere, innovare e competere sui mercati internazionali. Se i costi continuano a salire, molte aziende fanno fatica anche solo a programmare investimenti”.
Quindi il tema energetico diventa centrale anche per il lavoro?
“Assolutamente sì. Parlare di energia significa parlare di lavoro, occupazione e futuro produttivo del Paese. Accanto alla necessità di ridurre la pressione fiscale, la burocrazia e il costo del lavoro, la questione energetica è ormai una priorità assoluta”.
Cosa significa oggi sostenere davvero le piccole e medie imprese?
“Significa metterle nelle condizioni di investire, innovare, aumentare la produttività e creare valore anche per i lavoratori. Le PMI rappresentano l’ossatura economica dell’Italia e hanno bisogno di strumenti concreti, non soltanto di slogan”.
Quale sarà il ruolo di Conflavoro PMI nei prossimi mesi?
“Continueremo a portare al centro del dibattito nazionale le esigenze reali delle piccole e medie imprese italiane, perché senza imprese forti non può esserci né crescita economica né occupazione stabile”.
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